Siempre

Mi fermano sotto casa i giovani marxisti leninisti,
Vogliono vendermi un giornale.
Sorrido alla ragazza…Ma devo avere un’aria sconfitta.
Smette di insistere, mi affianca per qualche metro e poi si ferma… È carina ed ha gli occhi accesi… “Hasta la victoria” mi esce di bocca con una tenerezza rinnovata
“siempre” sento a bassa voce dopo qualche secondo…
Oltrepassata la curva
Passato e futuro non si incontrano più e le parole suonano estranee
Le lotte dimenticate in mezzo alle bollette scadute
Pago 200 euro con una firma
Ritorno verso casa e trovo ancora i due ragazzi discutere animatamente tra di loro,un cenno del capo, un sorriso

E Altre parole lasciate al cemento.

È stupido scrivere cose intelligenti

mi dice:
scrivi cose sempre intelligenti
-Grazie ho risposto, modestamente…
cambia qualcosa? Adesso mi ami?
No, mi rispose
e mi venne in mente
di una “lei”
che mi disse che mi amava
dopo averla mandata a fanculo
4 volte virgola 5
la volta dello 0.5 fu detto in fretta e furia
a causa delle sue follie eclatanti
di un tempo non troppo lontano
e poi andai con la sua migliore amica
e con la sorella della sua migliore amica
e lei mi disse senza il minimo accenno di ira
che se volevo potevo uscire con lei
e giuro che in quel periodo
non feci manco mezza cosa intelligente
e pure la gente si innamorava
come mosche checadono
sotto i colpi del Raid
quindi i raid dei raid – Bi raid
ed io ero a quel tempo
un mastro BiRRAID
e la schiuma dei giorni
faceva da cappello
ai nostri bicchieri
non ero felice, certo,
ma tornando a te
allora usciamo? SOLI IO E TE
senza tenere rotture di scatole tra i piedi
– non posso, ho da fare.
Ok Vaffanculo te e le cose intelligenti
ok va bene, vado
ciao, con intelligenza
ok, ciao

Soffro di una bellezza acuta

giorni in cui
mi muovo insieme
all’universo
e tutto è al posto giusto
perché niente
ha più un posto.
una commozione
iperumana mi attanaglia
le cose mi attraversano
come fossi aria
e tutte lasciano
il loro peso
e la loro grazia
sul fondo della mia gola
e i tuoi occhi
diventano i miei occhi
così li chiudo per ore intere
non voglio perdermi nulla
non voglio nulla
niente mi reclama
divento naturale
come una foglia che cade
e scivolo e mi piego
come lo spazio
il tempo e l’acqua e
le pieghe che fa il vento
sulle tue labbra
e il tuo sguardo
mentre chiami
il mio nome
soffro di vita
di una bellezza acuta
non troppo lontana
dal comune dolore

Il mattino

ah l’amore l’amore!

urla il mattino.

un vecchio in ginocchio

raccoglie la spesa

e l’amore l’amore

ha urlato il mattino

sulle mani nodose,

il sole distende

la sua lunga coperta,

è appena risorto.

come non benedire l’aria

e gli occhi e i ragazzi di scuola

e lo stesso mattino.

l’amore! l’amore!

urla lo zaino coi disegni dei mostri

poi scompare allegrotto

nella curva di Febbraio,

e non c’è morte che tenga.

l’amore! l’amore!

urla il mattino,

mi sorride il vecchio

vicino la curva,

la curva! la curva!

pare urlare la voce, stamane

anche  là dietro c’è sole.

Che tu ci creda o meno,

anche oggi risorgo,

ho pensato nel letto.

Il vecchio ha raccolto le uova,

ci scambiamo un sorriso,

è passata una donna.

l’amore! l’amore!

ha cantato il mattino.

la curva è lontana,

il cemento una culla,

gli occhi risorgono

alle nove e quaranta

sembra dire il barista.

Il Gatto

Il giorno
le pochezze del cuore
i piccoli affanni
i capricci
le lotte
la solitudine
gli ideali
gli operai
i capitani d’industria
le cavallette
i blues brothers
e poi un cane che si lecca
dopo aver espletato
le proprie funzioni fisiologiche
al centro del corso
felice come una pasqua
in mezzo a tutti gli altri bipedi
l’unico
Ed io, il gatto,
arrotolato nella paglia
la galassia.

Genevieve

Ieri notte ho sognato di essere
in un quadro di Alberto Sughi,
appoggiato al bancone del bar
in abito grigio
avvolto dal fumo di sigaretta
che non ho mai fumato
e dal colore del legno e dei vetri
e tu in abito blu
seduta per metà sullo sgabello
tentavi di dirmi qualcosa,
la stessa cosa che oggi
avresti dovuto dirmi,
intervenendo da quella dimensione
sghemba dalla quale ti fai viva
come una voce fuori campo,
quando parlando con Genevieve e
col suo inglese troppo francese
ad occhi bassi mi ha detto :
“ce poème est merveilleux”…
“mi piacerebbe l’avessi scritta per me”
mi ha detto, arrossendo “i’d like…[
Avresti dovuto rivendicare i tuoi atti terroristici
avresti dovuto dirmi
la stessa cosa che tentavi di dirmi ieri notte
in quel quadro di Alberto Sughi
mentre la cenere che non ho mai tollerato
si ammucchiava dalle labbra al bancone;
Almeno adesso avrei un motivo valido
per non innamorarmi della bellissima Genevive.

Ceicoschi

Scrivere diventa impossibile
Tchaikovski, lo capisci questo?
Ceicoschi
scrivere è impossibile
tu suona
i tuoi giri di valse sentimentale
io suono i miei
scrivere è impossibile
ceicoschi
dove sarà lei?
Ceicoschi?
Sotto quali tetti
ignorerà il mio nome?
Oh! Certo Ceicoschi
certo! Adesso glie lo chiedo,
ma rischio di essere
cacacazzo, ceicoschi!
E pure il cuore sussulta
e funge, sussulta e funge!
E non c’è gesto liberatore
da fare, se non l’amore
Ceicoschi! Ma tu, Ceicoschi
che ne sai tu di internet
e di come la velocità ci stia fottendo il cervello?
Fammi girare Ceicoschi
in un tuo valse senza sentimento
fammi tornare ai vecchi fasti
quando la parola arrivava dopo un mese
ed era un mese di morte, dopo
ceicoschi, fammi girare ancora,
Ceicoschi.

Era bellissima…

Lei era la mia Odissea
la mia impresa memorabile
avere a che far con lei
era attraversare il pacifico a nuoto
contemplare l’universo
seduto sulle sue labbra
fare un pic nic su di una zattera
a Capo Horn
Era la mia palestra sentimentale
il mio sparring partner
il legno da rosicchiare
per i miei denti da castoro
Il guinzaglio del mio Ego
era bellissima
un gran rottura di coglioni

adesso pubblico un libro!

Ogni tanto mi sveglio e penso:
Bene, adesso pubblico un libro!
Poi penso a quei poveri alberi abbattuti alle selezioni da fare tra le millemila scritturosità, alle cavallette, alle tette, al caffè, alla tauromachia, alla ricerca di un editore, a quella cretina ( mi dilungo sull’argomento), poi faccio una pausa e ricomincio… E alla fine mi faccio un caffè-

Poesia più di compagnia che d’amore

lo insegnano le lettere
iouuweiiwhdfwpiouefrdfuhaowid
òoiadhoaifhofihoihfa
oasihfapoifhapofih
non significano niente
ma tutte così vicine-viciò
nonostante gli spigoli> le virgole, i punti…
lo dicono pure le lettere
quando arrivano
dove arrivano, sempre
in un posto vicino.
Così le ho scritto un biglietto
“AJUSHIDFUHGSLHUDF”
HA RISPOSTO : ?
e ho capito tutto-
ho riporovato
Volevi dire “!?” ?
ha ri-risposto: ?
Niente da fare.
Un Whiskey, doppio!

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