Michele

certo scriverei come Carver
in riva al fiume
aspettando che abbocchi
oppure come Conrad
a conducendo un battello
nel culo del mondo
O come Chatwin
riscrivendo sentieri
O Pedro Pietri
a dar voce ai fantasmi
ma mi è toccato Michele
e le vie di un paese
il fregolío dei campi l’estate
le stazioni d’Italia
motorini sfasciati
I posti consueti
i sottoscala fugaci,
le serate tra amici
le albe drogate
le notti comuni
qualche fuga all’inglese
ritirate strategiche
fianchi rigati, costati,
notti abbattute
da vecchi cazzotti
parole ignorate
case bruciate, costruzioni,
Numeri, piccole cose
bicchieri scheggiati
Un po’ di buon vino
e qualche volta l’aceto
nessuna epopea
nessun gesto eclatante
niente eroismo
la monotonia degli occhi lontani
dei sentimenti comuni
corrispondenze
nessuna puttana
la tenerezza dei giorni
che passano uguali
la mezzanotte che impugna
ogni volta
un fazzoletto bianco
alla partenza del treno
le corse sui monti
quel tanto che basta
nessuna misura
se trovo l’incredibile
in una vita comune
Forse sono fesso davvero
o un poco coglione
Qualsiasi cosa mi accada
qualsiasi cosa misera diventi
sotto i colpi dei giorni
poi scrivo due righe
guardo, mi siedo, incontro
ritrovo il sorriso
un poco di pace.

Problemi di realtà

Abito più posti di quelli che abito
amo più donne di quelle che amo
mi abitano più pensieri di quanti ne possa contenere
la mia ombra ha sempre un nome diverso
i miei pensieri si adattano
la mia vita arranca dentro il materiale
dove sono? Chi? con quanti di voi?
faccio riflessioni sdruciole tornando a casa dopo un funerale
La salita pare una salita di una Lisbona qualsiasi
di un sud qualsiasi
Suno a sud di ogni sentimento
lo sononsempre stato
avanti agli occhi vedo arare i campi
mentre si mietono attimi
dietro il lato oscuro del mio cuore.
Qualche nome vacilla, cade, dimentico
un altro nome rinasce,
non è il mio, dicono
ma è come se lo fosse.

Alla Sera

quando cala la sera, la valle
e le montagne diventano rosse
il sole è sangue di brigante ferito
il colpo di coda del giorno. il pensiero,
lo scempio della luce, lo strazio dei campi
-l’aratro è  arrugginito, è ormai dimenticata la maggese-
adesso perduta nei campi soltanto la gente
crocefissa col legno di spaventapasseri invisibili
perduti nell’inconscio

mentre di qua, sotto al tuo muro, poco fa
scesa ormai la prima notte
ad allagare le ombre,
tra le macchie fredde dei lampioni
ho visto due ragazzi,
le mani impastate nei sogni
occhi spaventati da gatti bagnati
così stretti, come solo fa la vita col tempo,
senza fare domande,
spingevano forte tonnellate la vita
e quanta luce sotto quella gonna…

Quando passo da Napoli ho sempre la sensazione di aver lasciato qualcosa nelle mie vecchie case. Il portafoglio sul tavolo vicino alla frutta, un CD, un libro a casa di tizio, una maglia a casa di Caio.
Mi accoglie sempre con una sfogliatella calda e un caffè che sa di buono.
Non ho mai la sensazione di essere di passaggio. Sempre quella di partire.
Come quando la lasciai la prima volta.
È sempre un distacco. Un amore sospeso, come il caffè.

I poeti non esistono

Scrivere è un modo come un altro per costruire ponti
per andare incontro alla gente e lasciarsi raggiungere.
scrivere davvero, è camminare nudi
scrivere è sempre un atto d’amore, ma
la poesia è nelle cose, quasi mai nelle parole,
dico quasi, perché mi manca anche questa certezza.
Essere poeti sarebbe essere un dio
la creazione va contro la termodinamica
io non so creare,vedo, indico, incontro. mi incontro.
professo l’ateismo poetico
Dio non esiste, i poeti non esistono
anche io, ci sono e non ci sono.
Nessuna certezza.
intanto, scriviamoci addosso
incontriamoci,
facciamo l’amore, viviamoci.
fino alla morte e poi muoriamoci
il più allegramente possibile.

Quando sono lontano, tu sei lontana

quando sono lontano
tu sei lontana, e
l’assenza che è il più falso dei demoni,
crea aspettative, si nutre d’attese
ma io non intendo aspettare
rinnego da sempre speranza e futuro
e comincia così il tempo
una frizione sul petto
una lima sui sogni
un piombo sul braccio
mentre se siamo vicini
la vita diventa reale
e non cerco più niente.
io non bramo il tuo amore
ma vicinanza, corpo, discorsi.
così che la vita possa dirsi compiuta
senza emulazioni
accada quello che accada
io non farò un passo verso le labbra
se non sarà il caso a portarle da me
ti bramo con un desiderio d’universo
senza tempo,assoluto, di uomo di mare,
vado incontro all’ignoto
non cercando salvezza.
E’ il mio destino.
Ignoro i presagi, l’albatro,
lo scorbuto, il deserto
perché ho dentro il cuore
esplosivo, candore, morte,
flotte, stormi, tempeste.
terroristi, vergini, elicotteri,
storie di vita, amore, tanti caduti,
tanto ghiaccio smeraldo.

Rispondere:

Rispondere
a chi ti offre ritagli di tempo, con cuciture di bocche
a chi ti incastra tra una cosa e l’altra, con vasellina finissima
a chi ti palesa solo una strada, con un volo pindarico
a chi ti regala lunghi silenzi, con spianate di fiori
a chi ti solo nel bisogno, con dieci piani di morbidezza
a chi ti vede, vede! Con un bel paio di occhiali nuovi.
a chi non ti risponde, non corrispondere
a chi non ti corrisponde, con l’ Ellesponto.

Origami

ho preso le pareti della mi stanza
su cui avevo inciso tutti i miei nomi
ne ho fatto un origami di seta
l’ho posato sul palmo della tua mano
e ho aspettato che facesse vento.
Intorno hanno intonato canti d’amore
ho pregato ché smettessero
tu eri già partita
io mi pettinavo col vento
il tempo ha cominciato a contare
poi ho cominciato a cantare.

Domenica pomeriggio

Solo a casa
nessuna arancia sul tavolo
attrezzo una vellutata di fagioli
la metto in una tazza da latte
con mandorle pomodorini
sembrerebbe un gelato al caffè
con copertura di fragole
sono soddisfatto
cerco riparo all’ ombra
del flusso di coscienza di Hamsun
leggo due poesie
sistemo degli appunti
accartoccio una bottiglia
ne comincio un’altra
preparo un caffè
le mani odorano ancora di aglio
amo il profumo dell’aglio
declino gentilmente un invito per il mare
non rispondo a un paio di telefonate
faccio il vago in una questione di sesso…
di fianco, i vicini discutono di soldi
mancanza di soldi, di amore, di futuro,
Se si ammazzassero non mi meraviglierei.
ogni tanto sono tentato di sfondare la porta, entrare, e dire qualcosa,
se solo avessi qualcosa da dire
Avrei bisogno di un’auto
adesso che mi hanno sfondato la moto
solo per le domeniche pomeriggio
Il concetto di noleggiarne una alla bisogna è decaduto da quando ogni volta  mi trovano due o trecento euro di danni, sempre a mia insaputa,
Comincio a pensare che qualcuno mi controlli ed ogni qual volta noleggi un’auto venga a tagliarmi una ruota,
rigare il le portiere ecc. ecc.
Avrei comprato una Ferrari, o almeno qualche rata l’avrei certamente pagata.
Scrivo qualcosa di poco valore
poi magari mi faccio una sega
pensando all’invito che ho rifiutato.
Qualcosa mi invento,
mentre il fumo di sigaretta entra dal balcone, e mi ricorda il panno di un biliardo da circolo, di quando spillavamo soldi ai polacchi post URSS che credevano di spillare soldi a noi ragazzini. Amarcord.
Poi la voce di una bambina sotto al balcone
Un gabbiano ha ucciso un piccione.
Non toccare, è cacca! Le dice la madre.
Indubbiamente, un sacco di cacca. Madre.

Se Avessi Una Ragazza

se avessi una ragazza
ci capiremmo al volo
se avessi una ragazza
rideremmo tanto
e tanto sarebbe il sesso
e tante le risate nel mentre
se avessi una ragazza
la guarderei sparire
dietro la curva della strada
col peso di un tramonto
e poi al ritorno, un’alba
e il giorno durerebbe un mese
a camminare tra tornanti
se avessi una ragazza
la chiamerei per nome
in mezzo all’altra gente
e lei si volterebbe
col peso del cuore negli occhi
se avessi una ragazza
ci chiameremmo tardi la notte
con la voce del sonno
per raccontarci il giorno
se avessi una ragazza
non le scriverei poesie
non ne avrei bisogno
se avessi una ragazza
avrebbe un bel sorriso
di fossette e denti bianchi
e un principio di ruga negli occhi
se avessi una ragazza
sarebbe un poco buffa
come le cose che innamorano
piena di difetti e di luci
e di gesti ampi e accoglienti
e profumo di pane fresco,i capelli
se avessi una ragazza
le dormirei sul culo
alla spiaggia
e lei sopra il mio petto
d’Autunno
quando cala il fresco dai monti
come un cane pastore
a serrare gli abbracci
se avessi una ragazza
adesso non avrei  scritto parole
le avrei fatto un cenno
e lei avrebbe capito

Un fiore.

Dal fondo della notte

ho colto fiore

dai petali d’asfalto

che diritto hai di cogliermi?

Mi ha domandato

non ne ho idea

ho risposto .

volevo fare

qualcosa di bello.

e adesso morirò

mi ha sussurrato.

le tue mani odorano di morte

ha rincarato.

un gorgo di fuliggine

si è inceppato in gola.

cogliere, è contemplare.

fare è distruggere.

hai affermato la tua forza

ed hai distrutto

avessi sorriso alla mia vista

sarei stato tuo per sempre.

voi umani, siete così stupidi

ha concluso.

Vuoi dire che amare

è contemplare il mondo

attendere che le cose accadano?
Non voglio dire niente
ma impara a volerti bene
hai molto da imparare-
Ero triste.
Sii pure triste, ma sappi

che nell’universo

esistono meraviglie sconfinate

e tu ne sei parte.

Non cogliere fiori

tu sei tutti i fiori.

Forse ho capito…
Non credo.
Forse non so niente.
Ecco, sei sulla buona strada.

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