Cosí cade un altro giorno
Senza che me accorga
Dentro una luce bianca, smorta,
Che accende di rimando un fuoco
Sotto ogni cosa poggiata.
Come il serpente che cerca riparo
Sotto la pietra rovente
lontano dal cielo,
Ho due vulcani attivi
Sotto le scarpe
E un po’ di cenere
Mi scappa dagli occhi.
sacchi di cose
fummo un sacco di cose
due soli sacchi con molte cose
ora sono un sacco di altre cose
ora sei un sacco di altre cose
saremo sempre un sacco di cose
a volte sacco altre volte cose
Sì, fummo un sacco di cose
due sacchi pieni di cose
in viaggio per due
sono tornato nel deserto,
ch’è come il mare,
e non ho trovato i miei passi
ch’è come acqua, la sabbia,
ma più sola, c’è polvere.
dove vanno a finire
le complicità
dopo che si è stati complici?
con chi parlo?
siete tutti fantasmi vogliosi!
anch’io ho voluto qualcosa, ma
ho peccato e sono stato punito.
Adesso ho vinto un viaggio per due
dice sia tutto compreso al netto del viaggio,
perciò sono di nuovo qui, nel deserto,
ch’è come il mare, ma più solo,
c’è polvere, ma ho ancora gamba,
e poi sarà “all inclusive”,
mi daranno il braccialetto
anzi, due, sarà uno spasso!
Custodire le persone che seminano gentilezza
è un dovere civile.
Sono armi rivoluzionarie.
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Le cose che più sento vicine
Parlano con voce lontana
Le cose che più sono vicine
Tacciono da molto lontano.
Lecosepicchianosulcuore
Le cose picchiano sul cuore
Amore amicizia morte
Altre scivolano
Pioggia neve sorrisi e feste
La verità tiene tutto insieme
La fantasia le rende umane
Le cose scivolano e picchiano
Fuori e dentro di noi
Ed impariamo a stare soli
Senza alcun bisogno aggiunto
Senza conservanti deperiamo
E camminiamo e scivoliamo
qua e là sulla vita, picchiando
Esercitando l’arte sacra della vita
Senza morire di paura
Continuando a sbattere
A picchiare a scivolare…
A deperire perché siamo belli
Di una bellezza unica irripetibile
Mortale
ma questa non è poesia!
mi dice:
“usi parole troppo semplici
io non capisco la poesia
ma questa non è poesia
però è vero
è proprio così che avei voluto dire,
mi sono sentita una cosa allo stomaco
e ci ho pensato tutto il giorno
e poi sull’autobus tornando a casa
pensavo a tutti i fallimenti che affrontiamo
ogni giorno, ma questa non è poesia,è la vita,
ne sono certa, però è bella la vita,
con tutti i fallimenti, non è vero?”
E’ vero, ed è vero anche che
solo chi non ha ambizioni poetiche
può fare poesia, come te, per esempio.
Ho Fallito
ho fallito
nel vedere cose che non esistevano
ma mi ci sarei giocato la casa perdendo
con il coraggio di chi ha più case e molte vite
ho fallito
nel desiderare la sua voce
nel non dormire la notte
nell’essere sempre presente
ho fallito
quando mi sono sentito solo
circondato da tutti gli amici
senza riuscire a dare spiegazioni plausibili
ho fallito
nel farmi vedere mortale
nella parola sincera
nella tenerezza che mi ha commosso
fino a farmi stridere il cuore contro il culo
ho fallito
nel dirti va bene, lasciamo stare
salviamo la bellezza che è cosa assai rara
ho fallito
nel perdere tempo
nel vederti diversa
nell’allegria delle cose
ho fallito
quando ho pensato ch’eri come le altre
col tuo buco da riempire
ho fallito
perché non ti ho detto
che quei buchi non si colmano
ho fallito
Quando mi sono sopravvalutato
e ho accettato la gogna irriverente degli occhi
ho fallito
quando mi sono fatto pena nel vedermi un dio
in ginocchio contare per terra,
gli spiccioli delle parole sincere
ho fallito
perché un giorno ho sperato senza capire
dimenticando che il mistero non si nutre di speranza
ma di carne e morsi e di anfratti nell’ombra
ho fallito
perché dovevo fallire da uomo sincero
avevo fallito troppe volte fingendo d’ essere un altro
ho fallito
con una felicità nuova
fatta di cose che più non si incastrano
senza i rancori fallimentari
delle persone fallite.
StreetView
ogni tanto vado a cercare su street view
tutte le case in cui ho abitato
ed ogni volta prima di chiudere la finestra
aspetto sempre un poco…
Ché potrei spuntare con qualcosa tra le mani
da destra o da sinistra da un momento all’altro…
e se non proprio io, almeno qualcuno che conosco…
Certe volte ho fatto mattina…
1999
nel 1999 studiavo Analisi Matematica 1
in una stanza a casa della mia ragazza,
lei nell’altra stanza aveva già finito, io
fissavo il libro come uno sconosciuto,
la finestra sembrava restringersi
le scale di accesso alla camera, un precipizio.
Solo due cose riuscii a fare quel giorno,
scopare, e scrivere una triste poesia.
Lei non le voleva leggere le mie poesie
ch’erano troppo tristi, diceva, troppe ferite ancora aperte.
Del 1999 ricordo ben nitida la sensazione
del mondo che mi prendeva per il culo,
ed io sapevo solo fottere, bere, e scrivere pessime poesie,
nel mentre che ero lucido tra una festa e l’altra.
Non l’ho fatto apposta
Non l’ho fatto apposta
A scrivere di albe e tramonti
Non l’ho fatto apposta
A perdere cosí tanto tempo
Non l’ho fatto apposta
Ad improvvisarmi poeta
Non l’ho fatto apposta
A parlare d’amore
Non l’ho fatto apposta
Ad abbassare la guardia
Non l’ho fatto apposta
Ad inseguire la vita
Non l’ho fatto apposta
A non avere paura
Non l’ho fatto apposta
A capire i tuoi occhi
Non l’ho fatto apposta
Ad assere sempre sincero
Non l’ho fatto apposta
A dimenticare le date
Non l’ho fatto apposta
A piangere come un duenne
Non l’ho fatto apposta
A voltarti le spalle
Non l’ho fatto apposta
A chiederti scusa
Mentre tu te ne infischiavi
Ed io me ne andavo
Non facendolo apposta
A scoparmi una bionda
La quale anche lei Se n’è andata
non facendolo apposta
Ed è per questo che comunque
Ci vogliamo ancora tutti bene
Senza volerlo farlo apposta
Questo forse è l’amore.
Una sera a Venezia…
Ci avrei giurato che quella sera a Venezia
Di fianco al canal grande
I tuoi occhi stessero per prendere fuoco
Quando la nostra amica comune ci disse
Che conosceva un posto dove si nuotava nello spritz ed io cominciai ad immaginarti nuda in un canale pieno di bollicine a nuotare sul dorso
Fu allora che infilai la mano sotto la gonna per vedere se il resto del corpo avesse la stessa temperatura degli occhi
E mi sembrò di perdere tre dita e un quarto di cuore.
Come se fossimo davvero a Venezia di fianco al canal grande
