da dove sto scrivendo

La difficoltà di scrivere
Di questa stanza vuota
Risiede dall’assurda condizione
In cui noi ci diciamo noi
E la stanza. Stanza. Perché a guardar bene
Fuori da una finestra
Seppure non ce ne siano. Finestre. A guardar bene
Da una finestra: dico. Ammesso che la parola
Finestra identifichi soltanto il senso comune. Univoco dell’infisso. Fuori. Vediamo.
Esattamente ciò che vedi adesso
Al di qua della finestra. Da dove sto scrivendo
La finestra è rotta. Come rotta è la cosa che dici io.
Da là che poi sarebbe qua per me. Escono ed entrano le folle di parole. Ma non parole che significano come adesso. No. Parole che alludono ed eludono.
Che se pensi di averla colta, allora forse l’hai ignorata. Quello che voglio dire non si può dire a nessuno. Ma tutti lo sanno. Tutte ne masticano. Eppure l’unica ragione che mi spinge è la sorpresa. Che ogni volta scopro non essere questo o quella. Ma questo e quella. Come una guardia alla finestra rotta. Dove entri. esci. e sei anche la finestra rotta. Contemporaneamente. Come in un sogno. Dici delle volte e. invece è la vita.

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