Voglio consumarmi sulle tua labbra
Come un pensiero
Stringere la manopola di una radio
E girare come capezzolo. Attenzione –
Ma non troppa.
Così deve essere. Così è.
Serrare la veneziana fino scomparire
Nell’oscurità di questa lingua
Che come acqua scava solchi nella memoria
Profondi come la linea del tuo culo
Spegnere nei tuoi occhi quel lampo di tempesta
E friggere come una farfalla sul tuo seno
Per sempre tra i leoni come un osso
Secco e vibrante. No. Non un flauto di vertebre
Né vana gloria. Ma Come un cartoccio
Che cura col crepitìo degli occhi qualsiasi cosa sia. questa vita
così santa e così.
Dimenticabile.
