Leggo Cèline. In autobus.
Ultimo pezzo della trilogia del Nord.
Avanti a me due ragazze
Parlano di ciglia, di amori infantili
Tradimenti e pompini.
Ridacchiano. Dicevo. Leggo Cèline
E lo straniamento si mischia
Con le parole. Tipo:
Uscite fuori bastardi pretuncoli!
Ho le ciglia molto strutturate.
Cose così. Mi pare una buona metafora della vita. Un buon riassunto.
Se ci metti che avrei bisogno di un WC
E Coltraine ha appena concluso tra gli applausi a cui hanche i sedili hanno dato corpo.
Stamattina uscendo di casa, la valigia
Si è impigliata con la ruota in una buca
Ed il manico di alluminio, sbattendo a terra
Ha fatto il rumore di una fucilata nel vicolo.
Una signora mentre ci incrociavano ha fatto il segno delle corna e mi ha detto: tien ll’uoecchjie’nguoll! (Ti hanno messo vli occhi addosso)
Le ho sorriso. Qualche passo avanti
Ho sorriso ancora ripensando alla signora e ho fatto con la mano il gesto delle corna.
Ricordati Miguel, La vida es un juego!

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