41-bis
Un attimo fa leggevo un poesia di Carver:
Vento. Poi ho appoggiato la tazza di caffè
sulla libreria accanto alla finestra.
.ed il vento è entrato da una piccola fessura
insieme alle voci che non ho mai voluto sentire –
d’un tratto dal palazzo difronte, o dal fondo del vicolo –
non so con precisione. un canto antico. una risata
un fruttivendolo e una volante diventano di carne
e tutte le scommesse perse attorcigliate al parapetto
hanno subito intonato una canzone sul futuro: [omissis].
… ma io so già dove vuole andare a parare la visione.
Ed anche il tizio qualche piano più in basso
che ride e saluta urlando i loro nomi ai passanti
come una fonte battesimale d’altromondo
nel mentre che la moglie scrive divertita
col rossetto qualche cosa sopra il collo.
probabilmente: 41-bis.

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