Così è la vita

Insieme col pianeta:
Il culo. Salviamolo.
Penso da una delle
Tante sale d’attesa
Dove si trattano le urgenze
Non so perché
Ma molti hanno le scarpe bianche
Forse un caso – forse no
Come se presentarsi
Puliti & Puri all’appuntamento
Garantisca un qualche sconto di salute
Who knows… Chiūssàp!
-Giovanotto, il portafogli!
Le sta per cadere…
Grazie molte – molte grazie
Suona come vano augurio
Le sedie con sopra delle borse
I giornali sui tavolini
L’Espresso spiegazzato male
Sopra un davanzale
E il bosco di pini che risplende al sole
Dalla finestra pare dirci
Quanto siano fortunati
Gli abitanti del mondo
Non ospedalizzato
Eppure qualcuno che
Scoppia di salute
Sta inciampando inesorabilmente
Per la prima ed ultima volta
Proprio in questo istante.
Vivere o morire
È una questione fortunosa
Così è la vita: niente lunghi programmi:
Un ruscello – una collina vista mare
Il vento fresco e qualcosa da fare
Per far star bene anche qualcun’altro
Che sia la buona parola o
L’offerta di un rifugio
La vicinanza all’universo
E una buona idea
Quella che che entusiasma
da dimenticare in fretta
Per far posto
Al prossimo entusiasmo
Che fa treeeemaaaare il cuoooore (dixit)
Una prossima idea di vita
Da rimangiarsi in fretta
Al primo accenno
Dell’ inafferrabile nulla
– e soprattutto
Un poco ridere
Di tutto questo fatto –

Spesso mi vengono grandi idee

Spesso mi vengono grandi idee per un romanzo
Poi accade qualcosa, tipo una telefonata
E tutto ricomincia.
Il corpo si rimette in moto
E nell’inizio dimentica il passato…
Spesso mi vengono grandi idee.
Poi succede qualcosa, tipo un saluto
E tutto riparte da dove non era finito
Spesso mi vengon…
Oh ciao, caro. Anche tu qui?
Lo vuoi un caffè?
Spesso mi vengono grandi cose in mente
Che sembrano inutili
E pure le credo il meglio della vita
Appena dopo gli incontri.
Spesso mi vengono grandi idee
Tra un incontro e l’altro
Ma non le scriverò mai
Fino a quando incontrerò qualcuno.
Ma spesso davvero mi…

Testa di cazzo

Confini parole che chiami poesie
In una cerchia ristretta
E queste non oltrepassano
Il cuscino – o la stanza – l’appartamento
Riapriamo le cose chiuse, dico
E sul confino dei sentimenti
Non tergiversare lacrime.
Piangi. Mingi. Spingi.
La Front.iera è già passata
Tra passato e remoto
Tu: Trapassa. Effondi!
Non lasciare affondare
Né le parole né le persone
Fendi, ma senza offendere
Diffondi – fondi – meltinpotta
Mischia le parole alle mani
Tocca con le virgole
evita i punti, se puoi:
Lascia sempre un intervallo ]Aperto[
E se non capisci, aspetta, prenditi una pausa
E poi regalala a chi ne avrà bisogno
E se proprio devi – scrivi
Ma prima devi esserci
Come un uomo che vive
E non come un’idea di cosa scritta…
Sii la carne che ti hanno imposto
E se proprio ti frollano cose per il cervello
Sii tenero. Passa sulla terra leggero
Come Sergio Atzeni, come questa
Frescura di vento dopo un’estate rovente
E fa che anche la tua ombra
Abbia sei mani ed usale se puoi
Come una madre che vive
E non come una idea di
O di una poesia di
O di una virgola rotta.
Testa di cazzo.

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