Indifferentemente

Di gente che fa l’arte
Ne sono pieni i libri di.
Di gente che fa gente
Ne sono piene
le galere E i ristoranti
E le discariche
E i cantieri in costruzione
le stazioni I tram le autostrade i bus
I pensieri le bocche le vagine
Le pance e gli altri posti
dove c’è gente che fa gente che fa l’arte.
Poi _ ciascuno -solo- legge d’arte
quando si sente disumano –
Oppure è chiuso in uno studio
Da tre secoli a pensare a certe cose
Che fanno rizzare i sensi
Ed anche il cazzo
Come una cosa disumana
E legge d’arte e scrive cose
Che vorrebbero essere gente
Ma che no:
Al massimo gentili
Ma nemmeno
E poi si si scorda per fortuna
E Perde un filo e c’è per esempio un nibbio
Fuori la fenestra che sfrutta le correnti
E si spaventa quando i fuochi d’artificio
Annunciano una festa con tre colpi
Ben piazzati e questo scappa
Ad ali spiegate tanto bene
Che lo capisco pure io che è ora di tornare
Ma poi rimango e penso che
quando vive – vive
pure lui
Inconsapevolmente

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