Sei del mattino

Leggere poesie alle sei del mattino
Senza aver dormito
Avere qualcosa da immaginare là fuori
E pensare a vecchi rugosi
Che vivevano in vecchie case rugose
Con orologi rugosi
Dopo aver sprecato le albe migliori
E tentare la roulette russa della poesia
E dell’amore dei postini e dei fornai
E scrivere quattro righe sconclusionate
Per evitare di concludere l’ennesima giornata senza aver concluso niente
Siamo tutti innocenti alle sei del mattino
E io mi prendo le mie colpe, smetto di perdere tempo per un istante
Smetto con qualcosa o qualcuna
E le ore passano e arriva la luce
E le poesie perdono valore e smetto di scrivere e di leggere e di pensare
E divento inutile come le poesie spese a contemplare una donna che non ha mai avuto abilità di contemplazione
Un cerchio si chiude e un altro comincia
Pieno di sonno e incoscienza e difficilmente finirà col diventare una poesia o una spada o un profilo di donna
Seminudo sul letto alle sei di mattina.

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