Notti che
Drake e Pedro Pietri
vanno a braccetto
mi supera il Patna cigolante di Jim
sul fiume della ricorrenza
e scompare dietro
un muro di nuvole oscure
falliremo insieme
assieme alla malinconia
Ciampi canta la vita
con la voce dei morti
ed un cuore giace inerme
al centro della piazza
ogni giorno a mezzogiorno
e Carnevali passeggia
per i sottoscala sudici
dei miei sentimenti
e Tonino Pessoa
sembra ignorare chiunque
seduto al solito tavolino
e Camilla dietro al bancone
col rumore dei bicchieri
E le arance di Arturo
diventano giorni
da sbucciare tutti in una notte
mi viene voglia di fare
almeno cento piegamenti alla volta
e Gabriella Ferri
esplode una risata da osteria
e ride della mia perduta umanità
—sono così distante dalla vita
certi giorni!—
scorre qualcosa dentro la mia testa
come un treno per mosca
annegato dalla vodka e
lo sciabordare dei pistoni,
grandi pistoni metafisici
muovono il mondo
come un bastimento
al posto di un eunuco Atlante
annegati nella vodka
e dal cielo grigio gelatinoso
di Novembre
gi angeli in coro
alla regia:
più a destra, più a destra
sgancia, aspetta, ancora, più su più su…
sgancia, di grazia, signore.
al principio fu il verbo
terminerà col silenzio
preceduto dal botto
si legge sui giornali.
poi l’inglese di ieri sera
mi appare
come una visione
ubriaca d’un sorriso disperato
– sai, mio marito è morto in inverno –
un inverno è un buon motivo
per brindare ancora
fino al mattino,
cadesse il cielo
sulle bombe
esploderebbe il sole.

Lascia un commento