Vita, che ti chiedo sentimento,
e tu rispondi fica, e vizi, e morsi,
e cadute, io mi inchino,
come un dio che sosta alla tua ombra,
al tuo crinale, mi piego, e aspetto.
passeranno in fretta i giorni della carne.
e quando non chiederò che fica, lo so,
beffarda, mi affogherai col sentimento,
e sarò ancora lì, ancora testa bassa,
ad ingannare il tempo, nella rincorsa,
l’incidente, il desiderio, lo scontro.

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