c’è della grazia nella solitudine
nelle corse a picco sotto il sole
in mezzo al degrado di una periferia
abbandonata anche dai rom,
tra assorbenti e preservativi usati
schivando qualche fazzoletto sporco
e i falò abusivi ancora caldi
se quando hai voglia di correre, corri
e quando ti stanchi e ti va di passeggiare, passeggi.
e il sudore che brucia come sapone negli occhi
e il contadino che ti saluta con un cenno della testa
ti chiede se vuoi dell’acqua, e tu accetti
come se fosse l’unica cosa giusta da fare al mondo,
e poi ringrazi e riparti facendo un cenno con il capo
ed ogni volta impari qualcosa, non si è mai gli stessi.

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