il cane che rincorre il padrone,
l’automobilista che sorride
alla vecchia che attraversa la strada,
il primo bacio, l’ultimo abbraccio,
il ritorno, il perdono, la carezza,
il vento fresco che accarezza il sonno
ne i pomeriggi d’estate,
il quadrato azzurro che si intravede dalla finestra
nei mattini d’inverno
la sua voce, il suo silenzio, ci capiamo al volo,
la morte che ci richiama alla vita,
la mia maniera mediterranea di impazzire,
la doma che non so accettare,
ti voglio bene a prescindere dalle cose mortali
il gatto che si allontana dopo aver mangiato
le lacrime taciute sui cuscini
i sorrisi regalati alla notte
tornare a casa da soli dopo una lunga notte di spade
tornare a casa, una casa,
i nonni, i loro ricordi, le loro tracce perdute
nei nostri lineamenti, hai il sorriso di tua madre,
lo sguardo di tuo padre, e un carattere di merda,
mi piaci anche se sei un disastro totale,
siamo troppo diversi, siamo uguali,
la prima lettera d’amore, l’ultima,
i compagni delle elementari che perdi di vista
a cui vorrai sempre bene,
il primo cazzotto che ti ha rotto il naso,
tutti gli amori e i presunti tali,
tutte le donne che ho baciato
e quelle che mi hanno fatto una carezza
quando ne avevo bisogno
ma soprattutto le carezze che non sono riuscito a fare
e quelle che non mi hanno mai fatto e che non mi faranno
quando la paura dell’ignoto avrà preso il sopravvento
c’è bellezza in tutte le cose anche nella mediocrità dei pensieri
c’è la bellezza in agguato ad ogni angolo di strada
e non puoi fare altro che arrenderti.

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