tutte le cose che non sono state,
e che mai più saranno,
le uniche cose pure che ho incontrato,
si raccolgono in mandrie di lacrime
nell’aria, di notte, e
tracciano cortine di ferro,
si arroccano nei sentimenti
e restano, come zavorre di zucchero
sul fondo di ogni parola.
Si staccano poi
ogni volta che tocco il fondo
e cammino, e sorrido, e parlo
e resta nella bocca un’amaro
una cataratta dell’anima
ogni volta che penso.

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