Temo il giorno in cui
ci scambieremo i nostri
ti amo
come due alcolisti
a dividere un vino cartonato
sotto i portici al calar della sera,
temo quell’istante con tutta la mia sincerità
poiché il mio cuore senza mutande
perderà la terza persona della poesia
ed il suo vociare sarà parola atroce,
e dalla mia pelle cadranno querce secolari
e polveri sottili, e nonostante tutto
sarà ancora la mia bocca a parlare,
le parole nuove,dove la poesia
esiste come i grovigli di polvere
nascosti tra gli angoli dei pesanti
mobili di nobili salotti antichi.

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