deserti

il mio deserto
si specchia
nel tuo
e si scopre muto,
le mie parole 
non dicono niente,
portano lentamente
le mie dune
tra le tue sabbie,
e non c’è volontà
nè ambizione
in questo vento,
solo un miscugio di sabbie,
fine e bianca la mia
calda e scura la tua.
Il tuo silenzio
è entrato nei miei occhi
come una foglia
dai riflessi cobalto
e adesso è smarrito
in questa distesa assolata.

Di tutto quello che ho scritto oggi

Di tutto quello che ho scritto oggi
Sterpaglie che ardono e fumo
Qualche luce si accende 
A disegnare il paese
La strada che finisce a pochi passi dal mare
Qualcuna mi ha cercato armata di carezze
Poche parole
Un rovo 
Una strada
Una mano
Maggio arde di verde
Questa spiaggia ha visto sbarcare filosofi e
Penso ai miei fratelli affamati
All’ombra del partenone
Alla mia terra 
Qui potrei dormire per strada
E vivere di storie
Come il gatto che attraversa la strada di notte
Impietrito nel fuoco dei fanali
Sono rimasto una sera 
Quando mi guardasti
Prima di andare via,ma 
Manca sempre una parola
Aspetta.

A.B.C.

A.A.A. Cercasi parole
che facciano contrasto
con i dissipatori
del mio calcolatore.
B.B.B. Affittasi silenzio
usato ma tenuto bene
ottima esposizione
ampio disimpegno
termoautonomo
C.C.C. Vendesi 
cabina telefonica
fuori servizio
a cui confessare 
ogni malefatta
prezzo da concordare.

Reti

la rete è un finestrino chiuso
la velocità dell’auto la decidi tu
la strada si spiega da sola
le cose accadono fuori
le eco talvolta risuonano anche dentro
le sirene luccicano nella foschia dei nomi
la musica si sfilaccia nel doppler 
la macchina si ferma raramente ad ascoltare una voce
le immagini sempre false ci raccontano il vero
la vita è una rete sulla rete
la galassia è una rete sulla vita e sulla rete
la gente è sempre stata in una rete
la rete è un finestrino chiuso, e
le calze qui sono quasi sempre a rete

Maggio 2012,diario d’inverno.

Cadono verdi foglie
morte in Primavera.
Il Capitale ha portato 
il gelo, a Maggio, e
piovono dal cielo
nomi di giovani padri.
Siamo scesi nelle piazze
una notte,
per guardare la luna
più grande dell’anno,
E continuavano a cadere
dal cielo,giovani padri,
poi soltanto occhi bassi
fino all’uscio di casa.
Persino il nuovo amore,
illumina appena,una lucerna,
nei corridoi oscurati dall’Enel.

basse energie.

Il tuo sentimeno

è come il mio talento,

c’è,ma latita.

Fugge,si distrae,ulula,

s’ottenebra e sbuffa,

morde e scalcia,

si annoia della stessa noia

e partorisce mostri irriverenti

come questi scritti,

però è là,che io lo voglia o no

mi fissa dal fondo delle strade

dal buio inesplorato del crepaccio,

dalla più oscura depressione oceanica,

arriva sottile alle tue labbra,

troppo poco per muovere parole,

ma già abbastanza

per non lasciarmi andare.

Solo con Io.

solo con io 
pane e balcone…
ho teso la mano
alla parola,
alla bellezza
ai passanti
al cemento armato
agli alberi
all’asfalto
ai cani
ai colombi
ai gabbiani…
poco lontano la torre annuisce,
una ragazza mi guarda negli occhi
un’auto inchioda sulle strisce per evitare il vecchio
la giornata issa una bandiera rossa all’orizzonte
le cose fatte e quelle non fatte si annullano
la notte si avvicina col suo tubino nero 
ed io ne approfitto al riparo dai tuoi occhi.

Cose da dire.

Oggi
il silenzio
è una prigione
senza fiato.
Parlare,è
un caos
unidirezionale
verso l’abisso
della ragione.
tutto è impossibile adesso,
e non c’è posto per me
nel mondo
che non sia 
tutte le cose,
non un lembo di pelle,
e tutte hanno un nome diverso,
tutte hanno un nome sbagliato.

primoMaggioduemiladodici

fuori infiamma

il sole ,

dentro la lampada

illumina

i tuoi libri,

ed i capelli 

a sfioro sulle spalle

accarezzano

l’idea del vento

dal centro 

della stanza,

odore di carta e ciliegia,

l’albicocca  e la mandorla

impallidiscono avanti

al dattero che sboccia 

selvatico

sulle tue labbra,mentre

la nocciola dei tuoi occhi

non teme la parete…

Io qui stramazzo

nella pioggia azzurra

dell’ avanguardia  di Maggio,

e mi ritrovo come un cieco

a parlare del tuo sole,

allungo il collo alla finestra

mi bagno e ti sorrido

manco fossi l’ombra 

che accarezza

i tuoi capelli.

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