Col freddo arriva la morte,
spunta tra i pensieri
come un fungo di pietra
tra le foglie.
ho spento
i nostri nomi
tra le ceneri dei bar.
Mentre la gente si stringeva
nel caldo della lana,
la vecchie trascinavano
piccole borse per la spesa,
come formiche giganti nere,
in fila verso casa.
I gatti che disertavano l’ombra
rifugiandosi in ogni spicchio di sole,
le ragazze correvano,sgraziate, in apnee fresche di trucco,
tossici che parlavano dei soldi che non bastano mai,
gli amanti si chiudevano tra l’albero e il cappotto,
e la loro luce, che sempre odora di alba,
mi pare morire,sul bordo affilato
di questo tavolo,dove io vengo,
e al caldo di un caffè,
mi seziono il cuore.

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