Per sedimentazione
sono precipitato dai vostri vizi,
dalla vostra mediocrazia pensosa,
(nulla potè il buon esempio)
dalla vostra spicciolata di parole
(fu inutile la parola)
mi separò la fica,prima
l’amore poi.
Tra i vostri dubbi sull’asso di bastoni,
l’occhio ha preso tutto.
la mano, sorregge spesso
il bicchiere sudato,col mignolino alzato;
la torre di cenere fumata dal tempo,
cade, annunciata, in abito grigio
come una certezza,sopra il pavimento.
Dei vostri bar mi nutro,
dai vostri bar io parto.
chi precipitò sul fondale
in punta di piede,
risalì, ma lentamente;
chè è difficile lo slancio
per chi poggia a sfioro
su fondale ardente.
quando vi vedo,occhi gialli,
in circolo, tra conio,carta ed un pulsante,
vedo la mia carne,spenta,putrida e fumante.
Arriva un altro giro come un abbraccio,
allora brindo, e spero,che scenda su di voi
la fica,come una salvezza, La dea,
in veste bianca, come una benedizione.
solo la carne,parla la lingua della carne.
amen.

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