Giorni di poesie mai scritte
sono giorni di passi e sudore,
giorni di vita che anticipa altra vita
giorni gialli, accesi di sole al pomeriggio
di vento fresco in moto,
a solleticare il collo, teso ,
nudo,al sole, sotto il casco.
Giorni di parole mancate,
giorni di nomi urlati al vento,
di mani giunte e ferme,
esauste a riposare,sassi,
fra i sassi della spiaggia.
Il filo del mare,mi ricama,
poi curva all’occhio in lontananza,
così le mie parole si piegano
come acqua, al volere della luna.
Vita, che ti chiedo sentimento,
e tu rispondi fica,e vizi, e morsi,
e cadute, io mi inchino,
come un dio che sosta alla tua ombra
al tuo crinale,mi piego e aspetto;
passeranno in fretta i giorni della carne…,
e quando non chiederò che fica,
lo so,beffarda,
mi affogherai col sentimento,
e sarò lì, ancora testa bassa,
ad ingannare il tempo,
nella rincorsa,l’incidente,
il desiderio,lo scontro.

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