Gli sbuffi del latte
che ribolle,vergine,
sotto i colpi del vapore,
si confondono col vociare di strada
e le auto ai semafori,
qui la natura ha il vestito
di plastica,odora di fogna,
e quando è pulita,piove.
Date da bere agli assetati!
irrompe una voce incerta
stringendo un Negroni
nella mano tremula
alle nove del mattino.
I trans sono raragazze gentili,
gli spacciatori sono di poche parole,
i cingalesi portano figli
dai sorrisi larghi alle tazze di latte;
gli slavi sorseggiano piano
e dai vetri perdono lo sguardo sulla strada,
le zingare mi chiamano amore
e poi scippano le turiste bianchicce,
gli arabi non danno molta confidenza,
i cinesi raramente si vedono,
i senegalesi sono sempre amici,
salutano a voce alta e mi parlano delle loro vite.
Stamane ho incontrato Pape,stava andando via,
mi ha salutato in lacrime,tornava in Senegal,
mi ha regalato un amuleto,dice che mi aiuterà,
e che l’Italia si è fatta difficile.
Le persone distinte raramente entrano nei bar delle stazioni,
chi azzarda, ha sempre lo sguardo intelligente.
Ne abbiamo uccise di notti,
all’ora di chiusura
godendo,bocche aperte,
contro serrande sbarrate!
Nei bar della stazione
paghi un caffè
compri la vita…
E sempre mi innamora
il bagliore terrifico
la supernova,
delle vite disperate,
l’amore

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