quello che sono.

il mio passato è come una vecchia poesia,


inutile tentare di riaverlo,


dissipato nel deltHacca entropico 
della mia esistenza,


 ne cosnservo il profumo


racchiuso nei miei gesti,


e delle parole

una parvenza,


come chi è stato qui


forse


tempo fa

lasciando indietro


una scia densa di sorriso.

L’amore,l’inutilità del tempo.

il silenzio mi ha accerchiato 

come un branco di lupi

affogati nella notte,

ho cercato l’amore 

nelle ruote dei furgoni 

alle cinque del mattino,

sono sceso in strada come un sordo,

ho annaspato nell’alba

come se stessi per rinascere,

ho cercato il solito bar

per un cappuccio bollente

e mi sono ustionato la lingua;

ho atteso la tua voce

fino al mattino,

immobile, tra i miei pensieri,

come una sentinella

a guardia del silenzio,

Le mie attese non sono che inverni,

gelidi e taglienti

come i pensieri che le misurano,

più si scava,nel silenzio,

più si va a fondo,

bisognerebbe restare immobili

e lasciare,così, che siano

le stesse  attese ad attenderci.

Poi le tue parole mi sono cadute addosso

come la risata sguaiata di una troia,

la tua lingua conosce bene il mio nome

e le mie debolezze,ma io ti lascio fare,

tutti lo capiamo prima o poi,

ci sono sorrisi che giocano sporco,

che non andrebbero mai attesi,

perchè hanno lo sporco potere

di vanificare qualsiasi misura di tempo.

I Maggio

l’uomo mi innamora,

la folla mi pugnala il cuore

con una carezza 

di fratello mortale,

i vostri volti fraterni,

paiono tutti sinceri 

quando intoniamo

uno qualunque dei nostri canti,

la vostra voce, spinge

il masso

che mal sopporto

nel fondo della gola,

oltre ogni desiderio,

con voi mi accompagno

per questa vita,

come al mattino l’alba,

come un’amore

senza cadute,

come una madre

per mano

un figlio. 

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