Kamikaze

uno squillo mi gela,

il secondo mi inferma,

il terzo è un precipizio senza fondo.

non esiste distrazione in fondo a cuore.

esistono parole

nelle profondità sommerse dei nostri stomaci,

sono i nomi di tutti gli abissi,

alle volte,rispondere al telefono 

è una roulette russa

ed ogni suono,

un potenziale kamikaze

pronto a frantumarti il cuore.

Agosto.

Verrò da te,

alle tue mani,

come l’odore della gomma

che brucia

sull’asfalto rovente

nella calura d’Agosto,

verrò a prendermi le tue parole

una ad una alle tue labbra,

e le mie saranno dolci

come l’ombra perfetta

del tuo culo,infinita,

che si inarca sul muro 

delle tre del pomeriggio.

Poi me ne andrò

così come ero venuto,

ed ancora una volta

mi brucerà al sapone,

 il tuo nome,

inciso a sangue 

con le dita

sulla schiena…

nuovamente, poi ,

ci perderemo

tra l’asfalto e le gomme,

chè l’amore d’Agosto

è una farfalla,

un battistrada di seta

arso vivo

sull’autostrada del sole.

m-chè….ma cumm cazz t ven-n……. scherzo!!! sono qui solo per farti i miei complimenti, finalmente un ragazzo, giovane, che riesce a scrivere e a dare una certa imnportanza alla cultura, sottocerti aspetti anche popolare, grazie…almeno qualcuno che faccia conoscere la nostra regione,PAESE, cè…….

hhhahahahhahah… 😀

Grazie,anonimo paesana/o, soprattutto per il giovane!! 😀

anche se non sempre faccio fare bella figura alla regione e al paese

:D, ma si fa quel che si può… 

grazie per essere passato da queste party… a presto. M_chè.

Vorrei volare, per U.Aloisi.

Ci sono sguardi che non si dimenticano,

quegli occhi piccoli,umidi,curiosi

intrappolati nella musica e negli anni,

cercavano la voce nelle nostre mani

aperte al cielo come fiori al sole rovente di Agosto.

Sentirti cantare, era contemplare una montagna,

la tua voce, come il vino di casa, ci innamorava con asprezza

dissetava le nostre bocche arse dai baci dell’estate;

poi ballavamo le antiche danze del sentimento

ampie ed imperscrutabili

come le pianure assolate che abitano

i sud di tutte le malinconie del mondo.

Appesa. dalla raccolta “Dell’Eros e di altri Santi “

Offrimi la tua carne più matura…,
ho toccato col mio occhio
la punta estrema
del più bagnato dei tuoi spasmi,
la mia carne,ha riaperto 
la più vecchia delle tue ferite,
resta così…
bocca aperta,
mentre dai le spalle alla mia bocca,
ancorata per la bava alle mie labbra,
appesa alla mia carne
come un corpo
spento di fatica.

Di tarli ,mondine e di vecchi sentimenti.

ci sono cose che ti guardano dall’alto delle pareti

come quadri ai vecchi sentimenti,

alla gogna,appesi,

al muro polveroso della dimenticanza.

queste cose non parlano più la nostra lingua,

distani ventimila leghe dai nostri gesti ormai maturi,

e pure le loro inmmagini crocefisse dal tempo

sono come un tarlo di titanio dentro gli occhi,

se di giorno si confondono nel traffico dei volti

di notte depongono le uova nel silenzio

e gracchiano canzoni tristi contro il tempo

come mondine a strappare dalla terra il riso

in pantani di lacrime.

da: I dialoghi Sperduti di Bibappa.

‎*oggi indosso tre maglie blu
ed un pantalone marrone…
casomai qualcuno, poco accorto,
avesse da smentire
la mia appartenenza ai cieli.
-E il marrone? 
chiese lo scettico.
*Appartenere ai cieli
implica,su questa terra,
nuotare nella merda…

Pescatore.

Ci deve essere un filo

sottilissimo di sangue

e di vento

che lega i ricordi 

alla primavera,

più passa il tempo

più a lungo ci raggomitoliamo…

come un pescatore

che salpa le reti in pieno giorno

cerca con lo sguardo casa sua

tra le case distanti del borgo

mentre sua moglie

capelli neri lucidi di sole,

raccoglie il bucato

di una notte d’amore.

Aprile.

la primavera cresce

dentro la mia bocca

come una spuma di parole,

da abbellire 

come le calligrafie

degli otto anni,

delle righe sottili,

dei quaderni Pigna

della terza elementare;

il verde prato al vento

color banco di scuola,

il legno sottile dei seggiolini

e del loro scricchiolare

sotto ai nostri pochi chili di culo

senza peli.

cammino la strada di adesso

con tremende fitte alle ossa,

male articolo i movimenti ,

e le parole sono quelle

di chi ha giocato troppo

con i piedi,

senza curarsi sempre dei pensieri,

la strada si fa sempre più bianca

se cammini contro il sole, 

e gli occhiali scuri

aiutano fino a un certo punto.

le  calze di nylon

che hai lasciato in fretta,

sopra la spalliera 

della sedia rossa

della mia stanza,

sono l’abbraccio freddo

del tempo che ritorna

ad ogni Aprile,

lasciale là, ti dissi,

andiamo…,

svestirsi al sole

ha sempre il gusto

della riconquista

di una libertà rubata.

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