Dovresti andare a scrivere il mio nome sul Colosseo
con una bomboletta rossa;
perché i sentimenti rincoglioniscono.
Poi verrei a farti fuggire dal carcere
con l’aiuto una task force di reduci del Vietnam ancora arzilli.
Un idrovolante anch’esso rosso,
con un maiale al comando ci aspetterebbe
sotto uno dei tanti ponti.
Così dovrebbe essere, e invece…
Il Panettone?
Escalation d’amore
non si possono amare i maestri
che hanno la pretesa di insegnare
nessun maestro si sente davvero un maestro
amo chi ha il dono di osservare
perché sa distaccarsi dal corpo
e solo chi abbandona il proprio corpo
così come abbandona i pensieri
è capace di amare
Per amare bisogna sentire
e sentire il proprio corpo
attraverso il corpo di un altro
senza pensare, è accettare la morte.
Questo è il mio concetto di ultraterreno
Esiste un solo tipo di amore
e si rivolge ad ogni cosa
e se ti dico che t’amo
è perché attraverso te
amo tutte le cose
e se ti dico che sei bellissima
tutte le cose sono bellissime
perché tu sei bellissima
e tu sei tutte le cose.
Polline
Facile è comprimere il sentimento
in un sassolino di parole domestiche
farne un dado da sfasciacarrozze
aggraziato Q.B. , un poco goffo
senza prendersi troppo sul serio
e consegnarlo alle tue mani
bucate dalle stimmate
della Santissima leggerezza
o come un soldo di cacio che è
il valore attribuito ai miei “sfruculeiamenti”
e adesso paiono sabbia le mie parole
mentre ti guardo, le vedo scivolare
come quando/ da piccoli/ sul mare
gli anni/
e sorrido, come quella volta quando
tu eri al bancone a prendere da bere
ed io a debita distanza ti guardavo
mentre intorno la gente si accalcava
come petali che si chiudono
sul polline, sul cuore, sopra tutto
ciò che ho più desiderato
e i tuoi occhi, amore mio
i tuoi occhi larghi e scuri
parevano un sigillo
di labbra e di carezze
posato sul tempo.
Abbagli
A volte scrivo una cosa
Che sembra non avere senso
E poi risuona in testa per anni
A volte scrivo una cosa
Che pare avere senso
E sbiadisce e si spegne
Al primo accenno di luce
Così sono le cose
Il primo sguardo
La prima impressione
Spesso non sono che indicazioni
Ma nella direzione opposta
A quella che credevi avere
Qualcosa sull’ esistenza
Qualcosa sull’ esistenza
Bottiglie di birra vuote
Fotografate in un sacchetto
Bottiglie di vino fotografate
Ammucchiate nel lavandino
I resti di una festa fotgrafati
Su di un tavolo
Dire a qualcuno che siamo vivi
Il terrore di non esserne convinti
Oh certo! Tutto è sogno e dimenticanza!
Tutto un divenire di sogni e dimenticanze!
Ritorno alla foto delle bottiglie di vino
Si intravede qualche etichetta griffata
La birra invece deve essere proletaria
Per dire qualcosa alla gente
Seppure non abbia scattato io le foto
Non c’entrano niente con me queste foto
Un altro me in un altro tempo avrebbe fatto lo stesso.
Sono vivo? Sono morto?
Cosa mi manca?
Mentre fuori, nel mio tempo,
è Il dieci di Dicembre
Oggi mio padre compie gli anni
A cosa servono gli anniversai?
Mi domando spesso…
A pensare di esser vivi?
Di non esser morti?
Fuori il cielo esplode il suo azzurro primitivo
Solo quello conta
E tu, alla tua scrivania, a fare piccole cose
A domandarti se sei vivo
Ammucchiando nostalgie agli angoli dei giorni
Ad urlare le solite domande
A spacciare sorrisi a buon mercato
Al muro popolare
Ai cinesi del piano di sotto
Alla gente che incontri.
Ignorante
ignori i messaggi
le telefonate
il mio disagio
ignori il mio ciuffo
il colore dei miei occhi
le mie parole
ignori i miei desideri
la meraviglia dei miei sentimenti
i loro giochi di luce
ignori la mia tenerezza
la mia testa di cazzo
la mia ostinazione
ignori la mia grazia
la mia paura
il mio cuore in gola
il mio coraggio
il mio essere selvatico
ignori tutto ciò che sono
…poi ti offendi
se ti do dell’ignorante…
Lunedì/21 eventi in programma questa settimana
Un cicalino mi sveglia alla otto di mattina
Sul telefono compare un pop up lampeggiante
“Questa settimana hai ventuno eventi in programma”
In cucina qualcuno ha fatto il caffè
Il cielo di Dicembre è eccezionalmente azzurro
È troppo azzurro per me
E allora io quasi quasi prendo il treno
E vengo da te; canticchio…
So essere di buon umore il Lunedì mattina
Dovrei telefonarti uno di questi giorni
Al posto di non andare ai ventuno eventi
Che ho in programma anche questa settimana
Su whatsapp una faccina che ride
È quello che oggi più si avvicina all’amore
Lo so. Sono messo davvero male
Comunque anche questa settimana
Cercherò di trovare il tempo per incontrarti
Sempre che riesca a ritagliare uno scampolo di tempo tra i tuoi pensieri
Tra quei ventuno eventi a cui mancherò sicuramente…
Domenica
Domenica:
La domenica è dei gatti
La morte corre lungo il bordo del raviolo
L’allegria sul filo del bicchiere
Gli sportivi sul crinale del monte
I pensieri al calare della sera
L’amore si addormenta dove gli pare
Eccetera eccetera
qualcosa sulla solitudine
quella che chiamo solitudine
non è che una increspatura
del pavimento
a pensarci bene
anche con lei
potrei dialogare
tanto che se comincio un discorso,
e non è detto che non l’abbia mai fatto,
essa comincia rispondermi
per voce di mille donne o
per voce di una sola donna
lei, che da sempre mi parla
e con cui ogni giorno discorro
quando dico di sentirmi solo.
lei domanda il perché
di ogni santa cosa
a cui non so dare nome
e cerco risposte ai quesiti più oscuri.
una volta ho provato persino a dimostrare un teorema
al telefono, per strada, tra me e me.
Ci sarebbe da diventare matti
se non mi facesse ridere da matti
la solitudine è un abisso senza carezze ipotetiche
è una cosa pericolosa da maneggiare
richiede lucidità, metodo, tecnica
e non è così diffusa come si pensa
però è vero che come per il freddo
ne esiste una oggettiva
e una percepita
quest’ultima forse conta più della prima
poiché non dipende da altri
la percezione è ricca di inciampi
e si potrebbe anche morire con una caduta
è cosa nota, evidente, cristallina.
bisogna stare attenti, molto attenti
a giocare con le parole.
Dicembre ( Il mese di Tom Waits)
Dicembre
le strade si fanno più strette
sotto il peso dell’anno
sembra increspare come onde
l’asfalto
come un bulldog che dorme
respira a sbuffi intorno
la terra
la lana nata sugli altopiani argentini
trattiene il calore con una
promessa
l’amore invece ha imparato
a lasciare
a non fare promesse
camminare è sempre piacevole
se il fuori è più freddo del dentro
mi piace camminare senza coprirmi troppo
e sentire il freddo attraversare il maglione
col suo abbraccio di vita
freddo come l’acqua del fiume
mi piace Dicembre
Il mese di Tom waits
trecento caffè
mi ritorna spesso in mente
una vecchia poesia
nei momenti più disparati
stamattina al bancone del bar
“Su Sirio ci sono bambini”
ho masticato a mezza bocca
prima di prendere lo zucchero
e vederlo poi sprofondare
come ogni mattina
come gli altri pensieri
sotto la schiuma
di trecento caffè
Si, ma tu? (dialogo che se fosse tutta fantasia sarebbe molto meglio)
Si, ma tu? (dialogo che se fosse tutta fantasia sarebbe molto meglio)
Sai Michè, un mio amico
ha letto le cose che mi scrivi
e si è innamorato
Certo che deve essere un tipo intelligente
mi ha detto…
e anche la mia amica, quella che già sai…
e l’amico dell’amica bionda della cugina di Gertrudina
Incredibile, oh!
-Si ma…
Aspetta, e pure Anna, te la ricordi?
Mi chiede sempre di te
– Ma perché non contattano me direttamente? Bah
E ti ricordi al reading con coso là
Anche là l’amica di Laura…
Quella che arrivò in ritardo…
Si ma…
Aspeeeetta e poi il babbo di tizio e la mamma di Sara
e il cugino del cane del gatto del coccodrillo zoppo
della sorella di Astolfo
– Si ma…
Aspetta che non ho finito…
Ti ricordi il cugino del mio amico quello riccio?
-Sì. Beh?
Anche lui… Tutto complimenti e ormoni e testogaysterone
e con la sua amica, parlottavano a bassa voce e poi mi hanno detto…
-Capisco. Vabbè, la gente si innamora facile, ho capito.
Non facile proprio ma comunque…
– Si, ma tu?
Io cosa?
Vabbè vaffanculo va’.
