il tempo è solo il tempo,
non è niente di serio,
ma allora perchè
certi giorni
pesano sulla lingua
come macigni
dal cuore di carne?
il tempo è solo il tempo,
non è niente di serio,
ma allora perchè
certi giorni
pesano sulla lingua
come macigni
dal cuore di carne?
Solo il desiderio
illumina la giovinezza,
quando sarò vecchio
non vorrò desiderare più nulla
lo sguardo sarà sempre sazio
e la vita tracimerà
dalle parole
fino ad esaurirsi
sull’orizzonte
dell’ultimo sorriso,
lo so , sono ottimista.
Ma questa primavera
durerà ancora qualche anno,
fino a che uno sguardo
mi porterà l’insonnia,
fino a che la solitudine
cullerà le mie passioni
come la terra che cova
la lava del vulcano.
Esploderà questa stagione
e ci sarà da ridere.
l’errore più comune che ho commesso
e che osservo anche nelle altre persone
è quello di vedere le cose
ognuno attraverso i propri sensi
e non cercare mai di cambiare prospettiva,riferimento…
esistono silenzi densi di singnificati
e altri silenzi vuoti come carcasse di animali
seccate al sole del deserto,
spesso ognuno di noi si attribuisce dei significati
simbolici e metafisici,
ma col tempo ho imparato la rottura
e di palle e del silenzio,
ho imparato che i silenzi sono buoni solo
per creare dei pensieri, ed
i pensieri hanno tempi che il corpo non comprende…
per non soccombere fisicamente
sotto le attese dei pensieri
bisogna che il corpo assecondi le linee dei pensieri.
Piccole cose darebbero senso a grandi silenzi
ma spesso ogni movimento è annichilito dalla paura,
Il silenzio è una cosa unversale,come tale
tende ad espandersi e ad occupare tutto lo spazio necessario
con accelerazione uniforme
fino a quando non arriva qualcuno o qualcosa
a turbarne tale stato di soltanto apparente quiete.
Da quache giorno ho una fitta al petto
spero non sia la prefazione di un infarto,
adesso ho la febbre ma cerco di tenermi in forma,
ho lo sciatico infiammato ed un alluce fratturato
ma nonostante i dolori vado a correre
anche se non riesco più a giocare nè a calcio
nè a tennis da quasi un anno.
Ho bucato due prenotazioni per una risonanza magnetica,
chè avevo da fare cose più importanti,così
ho consumato non so quante scatole di ibuprofene,
ma cerco comunque di tenermi in forma,
mi sono iscritto di nuovo in palestra
nonostante siano posti aberranti le palestre.
Ho qualche extrasistole ogni tanto
ma pare sia una cosa normale
e la mia psioriasi peggiora quando
sono particolarmente stressato,
la chiamano la malattia dei sani,
e questa cosa mi ha sempre fatto ridere…
ma comunque niente di tragico,
a vedermi non si direbbe che abbia tutti questi acciacchi…
nè che sia stressato, ma ci sta tutto lo stress
in fondo ho quasi trentatrè anni,cristo..
trentatrè anni…
mi sono distratto un’attimo a 15 anni
mi innamorai…
mi sono distratto da allora un altro paio di volte…
ogni volta che mi distraggo
passano gli anni come vagoni di un treno in corsa…
l’età andrebbe contata a distrazioni,
gli anni non significano niente..
e se non ti sei mai distratto nella vita
non puoi nemmeno dire di aver vissuto veramente…
cazzolandia,trentatrè anni,ma cerco comunque di tenermi in forma
la sera mi sbronzo e il giorno dopo vado a correre,
così alleno il cuore,di sera al sentimento e di giorno alla corsa,
chè il mio cuore si sa, resiste poco nei sentimenti.
comunque ho preso alla lettera gli insegnamenti degli antichi,
“mens sana in corpore sano…”
Non invidio i pittori,che
appendono i ricordi alle pareti
come tanti calendari scaduti,
e non invidio i poeti,che
lottano di notte coi mostri
in punta di matita,
ma invidio,invece, il musicista,
il compositore,che
parla la lingua degli dei,
e sempre,quando suona,
fugge la solitudine dell’arte.
C’è almeno uno sguardo che lo cerca,
un’orecchio che l’ascolta,
una donna,che oltre il muro
si innamora,e persino i cani
drizzano le orecchie.
A.A.A.
Assoldasi prezzi modici piromani dei cieli e trematori di terre
trentatrè,dici trentatrè,
mi disse il dottore,
poi respira a fondo
ripeteva il dottore
Gesù morì a trentatrè anni
come una rock star,pensavo
il cielo si oscurò
e la terra tremò
manco fosse Ken Shiro.
dici trentatrè, Michè
incalzava mio zio,
mentre mi visitava…
ed io pensavo a Gesù,
ma già non gli credevo,
trentatrè…
pensavo,
quando sarò grande
avrò trentatrè anni,
e forse morirò anche io…
pensavo
però se tremasse la terra
e si incendiasse il cielo
per i miei trentatrèanni,
sarebbe uno spettacolo,
non vorrei mai morire prima.
Il freddo steteoscopio
mi riportava sempre
alla vita,
e mio zio mi disse
che avrei vissuto a lungo,
più del salvatore,
e forse non aveva torto.
Adesso mi toccherà
incendiare il cielo
e scuotere la terra,
non potrei mai
disattendere la mia
giovane immaginazione.
Di tutti i silenzi che avevo conosciuto
il suo era di gran lunga quello più educato,
e se avesse avuto una voce,
mi avrebbe sicuramente detto:
Scusami se di te non me ne frega un cazzo!
Così, di rimando, il mio silenzio avrebbe sorriso
avrebbe certamente alzato il bavero della giacca
e alla maniera di James Dean “de noattri”
avrebbe dato fuoco ad una Nazionale Esportazione d’annata
conservata appositamente per l’occasione.
Ma purtroppo o per fortuna i silenzi non hanno voce
ed io ero inchiodato là,
avanti alle lancette dell’orologio,
a mescolare le cose degli uomini
con le cose degli dei,
a provare e riprovare le battute
prima di andare in scena
alla prima dell’Inferno.
è curioso vedere come
pochi anni, a dispetto di una intera vita,
plasmino il carattere di una persona
in maniera così marcata…
una casa dove si è vissuti per soli tre mesi,
una città sul mare,una carezza ,
una donna amata per una notte soltanto,
una tragedia,l’amore,la nascita di un figlio,un lutto,
i primi baci,gli amori non corrisposti,
le mancanze,i sensi di colpa,i silenzi.
Per ognuna di queste cose ho costruito un monumento
in granito nella mia mente.
Ci sono cose che non passano mai,
Ognuno di noi è un museo al di sopra del tempo
e c’è da meravigliarsi e perdersi
a guardarci dentro.
Quelle che chiamiamo solitudini
non sono che lunghe passeggiate
senza tempo,consumate,lungo i corridoi
che uniscono le nostre stanze.
Le donne che mi piacciono
sibilano nei miei pensieri
come poesie
per bocca di Ungaretti,
e come loro,più di loro
sempre nascondono un mistero
che mi è impossibile comprendere.
Tra le pagine più felici dei miei libri,
adesso che sono venuto ancora al mare,
dopo una notte di baldoria a colorare i miei silenzi,
leggo un nome tra le righe e non è il tuo,
e come il botto del Supersantos
che esplode sotto il peso della macchina alle mie spalle,
mi sei venuta in mente,
e se mi cerchi..
sono il sorriso monello del ragazzino poco accorto
a cui sempre sfuggono le cose di mano.
Farfuglio come l’ateo stanco e insoddisfatto
che farnetica su Dio,ma parlo d’amore.
Le donne mettono lo smocking ai pensieri,
ed io li faccio camminare…
tutte queste parole sono un’abbozzo di una vita,
Il tentativo di un ricordo,un aggancio con la reatà,
il ripescaggio fortunoso
al torneo che mi aveva visto perdere.
Una scaramanzia?
Forse un presagio.
E’ curioso vedere come
quasi tutta la gente cerchi l’infinito
nelle cose infinitamente grandi…
Io l’ho sempre cercato nell’infinitamente piccolo.
che poi è la stessa cosa,
solo che al posto di alzare lo sguardo al cielo,
l’ho rivolto spesso alla terra.
Il Concorso Musicale del Comune di Marsico Nuovo
L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.
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