L’attesa, la capacità incassare senza farsi travolgere dalla rabbia, la consapevolezza di avere ancora del tempo, la dolcezza, la tenerezza, tutte cose più facili da trovare o in tenera età, oppure quando si è prossimi alla meta.
Nel mezzo c’è un fuggi fuggi generale, ed è comprensibile.
Ma io sono di quelli che restano.
Io resto sempre, anche quando sembra che me ne sia andato.
cosa sei disposto a dare?
tutto!
sei sicuro? No.
Hai paura? Sì, certo.
Sei sulla strada giusta,
ma guardati anche il culo,
ragazzo!
andarsene è un’arte vera e propria.
“l’arte di sapersene andare”.
non si capisce mai
quando è il momento adatto per prendere il largo.
troppo presto è indice di vigliaccheria,
troppo tardi e rischi la vita,
la vita ha un suo tempo
spesso è un tempo dispari
la verità è che la tecnica non ti servirà a niente
i vigliacchi se ne andranno troppo presto
e gli stupidi ci lasceranno le penne.
I fessi, che poi sono i più intelligenti,
quelli che hanno deciso di vivere
accettando la paura che inevitabilmente
si porta appresso la vita, i fessi, dicevo,
resteranno fino all’ultimo respiro,
sino all’ultima goccia di sangue,
e quando si saranno flagellati benebene,
nel nome di una qualsivoglia idea,
l’attimo prima di toccare il pavimento con la fronte,
capiranno, e senza dare spiegazioni,
si metteranno in salvo, seppure claudicanti.
Io di che razza sono?
Me lo chiedo ogni giorno. Un tempo fui vigliacco,
adesso, spero vividamente di essere un fesso,
ma nutro ancora qualche dubbio.
quello che resta
a bruciapelo non ricordo niente,
titoli di film, libri, canzoni,
non ricordo niente, o molto poco,
come se ci fosse uno strato di separazione
tra la causa e la bellezza.
la bellezza me la porto appresso senza pensare,
le cause, sono cose da contabili, credo.
A volte conosco delle cose senza ricordare il perché,
e mi piace pensare che alla fine di ogni cosa
quello che resta della bellezza,
sia sempre più importante della causa
che l’ ha generata, qualunque essa sia.
Noi diveniamo, e ogni giorno,
ci allontaniamo da qualcosa
che ci ha fatto grandi,
come l’amore, ad esempio.
( dal romanzo mai scritto ” situazioni da bagno” )
la speranza è il contrario dell’amore
quando amo non spero
quando spero non amo.
questo pensiero mi saltò in mente guardandomi allo specchio.
la barba e la luce del giorno mi avevano fatto gli occhi di un verde lucido e profondo,
ma non ci vidi niente che somigliasse vagamente alla speranza.
Solo un presente lucido e furioso, che si comprendeva da sé, si bastava, per pudore si faceva il verso, ma non faceva domande, era la risposta a tutte le domande.
Mi sorrisi come fossi un mio padre e mi lavai i denti con la minuzia di un soldato che lucida le sue armi prima dello scontro finale.
La verità non teme alcun giudizio. La vita e la morte sono affidate al caso.
Il successo è misurato dal coraggio. I sentimenti non ci appartengono, noi
ci limitiamo a trasportarli, in giro per il mondo, più o meno onestamente, e la vita stessa, nel bene e nel male, è la nostra paga.
Oh tempo! tempodimmerda!
Oh tempo! Tempo dimmerda
tu che hai reso la Primavera
Prima vera e Poi NO
tu che ci hai scaldato, un tempo, gli occhi
degli appuntamenti di Maggio
Oh Tempo, Tempodimmmerda,
a te rivolgo la mia pena d’inverno,
qui, le mie chiappe fredde si stringon
a coorte, come soldati gelati, tremanti
di una anacronistica campagna di Russia,
Vafangùl’
abbastanza
ho sempre titubato molto
prima di dire amore,
prima di dire addio,
ché se è vero che nulla è per sempre,
la parola “abbastanza”,
può comunque durare due vite.
Mi intristiscono i mitomani.
Non ho mai avuto dei miti, ma
persone che ammiro e che ho ammirato,
in ogni campo della vita.
Maestri e maestri mancati,
a cui sarò sempre riconoscente.
Fondamentalmente, persone
a cui voglio, ho voluto, avrei voluto bene.
Cose tra uomini, insomma.
Niente a che vedere con gli autografi.
tracheotomia
la vita mi ha fatto uomo,
la forza di un uomo
è direttamente proporzionale
al tempo trascorso a mostrare
le proprie fragilità senza soccombere.
ho messo il mio viso sopra un vessillo,
e ho dato la parola al violoncello,
alla Primavera gli occhi rossi,
alla donna il mio tormento,
tiro un calcio al foglio appallottolato
sul pavimento della mia stanza
poi lo raccolgo, lo apro,
e la vita mi assale con livore
con tutti i suoi mezzucci evocativi,
la bellezza mi commuove
e resto solo con il mio pianto
bello e trafitto dalle cose mortali,
sono molto lontano dai santi,
molto lontano da un credo,
trovo queste parole, nel gorgo
che mi si annoda in gola, e
con un filo di voce, mi salva,
questa provvidente tracheotomia
cercheremo di distruggere la bellezza che più ci è cara
cercheremo di distruggere la bellezza che più ci è cara,
per pura invidia, un giorno, assuefatti dal meno nobile dolore,
ma ogni tentativo fallirà miseramente,
accrescendone a dismisura il suo riverbero,
sino ad accecarci, completamente.
Senza rendercene conto, poi, distruggeremo tutto.
tutto ciò che dentro sarebbe cresciuto vergine e puro,
chiuderemo il becco all’uccellino azzurro e torceremo lui
il collo con una smorfia delle labbra,
mentre fuori esploderà vigorosa una cieca inviolabile bellezza.
Senza di noi, ancora una volta.
Il Tutto per non essere poeti,
il tutto per non avere avuto abbastanza coraggio.
AbdiCantor
ho dato a lei il mio scettro,
ho abdicato per amore.
Adesso ho diversi problemi
la guardia reale mi guarda indifferente
ma i poveracci mi offrono da bere
ho dato a lei il mio scettro
e adesso ho molti nuovi problemi
tutte cose che avevo ipotizzato, certo.
ad esempio io le parlo con il cuore,
e lei non parla.
Gli affari del regno devono pur andare avanti!
Ultimamente non vado più a Palazzo
Sono sparito per qualche giorno
nessuna pattuglia mi sta cercando
non ho denaro con me e nemmeno più un nome
molti per strada mi riconoscono
taluni mi insultano, ma loro non sanno
a quale stupido gioco, stanno ancora giocando.
Ho dato a lei il mio scettro
e adesso rimpiango molte cose
ma niente può compensare questa verità
che mi porto dietro come un trofeo invisibile
questa solitudine rancida dei sentimenti
così disperata e incandescente
illumina, comunque, ogni mio sorriso.
ho visto sconosciuti farmi sorridere
solo per bere alla mia fonte,
non siamo in molti
a non temere la morte, dicono…
Certe notti non dormo,
sto in un angolo ad aspettare
la buona parola, la parola d’amore,
so che non arriverà, ma
io l’ aspetto comunque, ché
in qualche maniera dovrà passare
anche la notte.
Abdicando ho ritrovato la nobiltà,
l’amore, proprio mentre credevo di perderlo
ed ha un aspetto terrificante,
ma io ne sono innamorato
e questo mi rende immortale
o almeno così mi sembra.
una puttana di cuore
non sono che la puttana di strada
dei miei più eleganti sentimenti
mi sono venduto a poco per un arrivederci
anche quando la notte ha covato le braci di un addio.
non sono che la baldracca furiosa con dieci figli
ma a casa non mi aspetta nessuno
di notte riposo in una stanza vuota, dove
l’eco della mia sincerità si è fatta
coinquilina insopportabile
