hhhahahahhahah… 😀
Grazie,anonimo paesana/o, soprattutto per il giovane!! 😀
anche se non sempre faccio fare bella figura alla regione e al paese
:D, ma si fa quel che si può…
grazie per essere passato da queste party… a presto. M_chè.
hhhahahahhahah… 😀
Grazie,anonimo paesana/o, soprattutto per il giovane!! 😀
anche se non sempre faccio fare bella figura alla regione e al paese
:D, ma si fa quel che si può…
grazie per essere passato da queste party… a presto. M_chè.
esistono vertigini
in ciascuna delle nostre anime,
riempirle di poesia,
è l’arte di arrangiarsi.
questa è l’unica arte che riconosco,
tutto il resto ne è il rumore.
Ci sono sguardi che non si dimenticano,
quegli occhi piccoli,umidi,curiosi
intrappolati nella musica e negli anni,
cercavano la voce nelle nostre mani
aperte al cielo come fiori al sole rovente di Agosto.
Sentirti cantare, era contemplare una montagna,
la tua voce, come il vino di casa, ci innamorava con asprezza
dissetava le nostre bocche arse dai baci dell’estate;
poi ballavamo le antiche danze del sentimento
ampie ed imperscrutabili
come le pianure assolate che abitano
i sud di tutte le malinconie del mondo.
Offrimi la tua carne più matura…,
ho toccato col mio occhio
la punta estrema
del più bagnato dei tuoi spasmi,
la mia carne,ha riaperto
la più vecchia delle tue ferite,
resta così…
bocca aperta,
mentre dai le spalle alla mia bocca,
ancorata per la bava alle mie labbra,
appesa alla mia carne
come un corpo
spento di fatica.
hahahahahah da 0 a 10 ? 0,1
ci sono cose che ti guardano dall’alto delle pareti
come quadri ai vecchi sentimenti,
alla gogna,appesi,
al muro polveroso della dimenticanza.
queste cose non parlano più la nostra lingua,
distani ventimila leghe dai nostri gesti ormai maturi,
e pure le loro inmmagini crocefisse dal tempo
sono come un tarlo di titanio dentro gli occhi,
se di giorno si confondono nel traffico dei volti
di notte depongono le uova nel silenzio
e gracchiano canzoni tristi contro il tempo
come mondine a strappare dalla terra il riso
in pantani di lacrime.
pardon se non sono molto pratico di tumblr e ti ho risposto di nuovo nelle Ask. 🙂
*oggi indosso tre maglie blu
ed un pantalone marrone…
casomai qualcuno, poco accorto,
avesse da smentire
la mia appartenenza ai cieli.
-E il marrone?
chiese lo scettico.
*Appartenere ai cieli
implica,su questa terra,
nuotare nella merda…
Ci deve essere un filo
sottilissimo di sangue
e di vento
che lega i ricordi
alla primavera,
più passa il tempo
più a lungo ci raggomitoliamo…
come un pescatore
che salpa le reti in pieno giorno
cerca con lo sguardo casa sua
tra le case distanti del borgo
mentre sua moglie
capelli neri lucidi di sole,
raccoglie il bucato
di una notte d’amore.
la primavera cresce
dentro la mia bocca
come una spuma di parole,
da abbellire
come le calligrafie
degli otto anni,
delle righe sottili,
dei quaderni Pigna
della terza elementare;
il verde prato al vento
color banco di scuola,
il legno sottile dei seggiolini
e del loro scricchiolare
sotto ai nostri pochi chili di culo
senza peli.
cammino la strada di adesso
con tremende fitte alle ossa,
male articolo i movimenti ,
e le parole sono quelle
di chi ha giocato troppo
con i piedi,
senza curarsi sempre dei pensieri,
la strada si fa sempre più bianca
se cammini contro il sole,
e gli occhiali scuri
aiutano fino a un certo punto.
le calze di nylon
che hai lasciato in fretta,
sopra la spalliera
della sedia rossa
della mia stanza,
sono l’abbraccio freddo
del tempo che ritorna
ad ogni Aprile,
lasciale là, ti dissi,
andiamo…,
svestirsi al sole
ha sempre il gusto
della riconquista
di una libertà rubata.
Ci sono stanze d’albergo
che cantano tristi canzoni,
nascono nelle penombre acriliche
dei tessuti a basso costo,
per diventare,col tempo,
una languida sfumatura di giallo,
come l’odore del fritto,inarrestabile,
ricopre d’olio qualsiasi idea di cielo.
In camera mia
troverete sempre una finestra aperta,
non correrò il rischio
di lasciare il mio sguardo
rimbalzare come una mosca,
tra queste quattro mura,
all’infinito.
un tempo,
quando ero innamorato
scrivevo lunghe terrificanti
posie di solitudine,
adesso,nessun terrore
abiterebbe la mia solitudine,
ma la certezza del deserto
che vive oltre il deserto,
distende la mia vita come un manto,
ed ogni incontro
placa la mia sete come un’oasi,
ho la certezza intima del futuro
domani sarò di nuovo in viaggio.
Il Concorso Musicale del Comune di Marsico Nuovo
L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.
Blog della Biblioteca di Montelupo Fiorentino - Sfogliami! Sono tutto da leggere...