Su Casa Pound che vuole diventare complice sorella Benino CASA BENE per un giorno.

è una prassi assai comune quella di associare,più o meno arbitrariamente, grandi artisti a movimenti di estrema Destra,come in questo caso o di altri orientamenti “politici”.
mi viene in mente Hamsun…che Pare ai tempi sia stato un fervente sostenitore Nazista…
ma i miei interessi in queste cose non sono poi molto approfonditi per fare analisi dettagliate..” nunn’è cosa mia 😀 “
però…la cosa mi fa assai ridere…
Casa Pound,..bah!
Ezra…che diventò sostenitore e amico di Emanuel Carnevali…
non lo so…
Quei piccoli fascistelli da strapazzo avvezzi alla cinghia mattanza mi fanno quasi tenerezza per la loro capacità analitica,tranne qualcuno meno ebete e più furbo al quale taglierei gli attributi cum soddisfazione magna :D….
Credo e spero che la causa la perderanno…e credo che La sorella di Bene che chiameremo Benino per ovvio ridimensionamento culturale…abbia preso un abbaLio com direbbe Maccio.
Il fatto è che la provocazione e la libertà di scandalo…qualora abbia senso scandalizzare qualcuno che è ancora “banalmente” e “così poco informato” da scandalizzarsi…(tanto per citare un mix tra Pasolini e Moravia hahah ), insomma dicevo.. la provocazione e la libertà hanno senso di esistere solo quando non sono miscelati con una salsa di profonda intolleranza…come in questo caso.
Ecco perchè secondo me ha fatto una cagata.
Il fratello non credo avrebbe gradito come non avrà apprezzato il gesto “anarchico” nessuno che reputi la questione “tolleranza” ,”non carta da CULO”.

La mia mente bacata

L’ultimo dei pensieri.

Le cose stavano così,

lui cercava un pretesto per abbandonare la notte,

ma la notte,tentatrice, gli forniva qualsiasi tipo di alibi.

Più egli pensava di avvicinarsi al letto

più diventava quancun’altro.

Ogni pensiero si personificava,prendeva rapidamente il comando di tutto il corpo per poi soccombere prontamente all’arrivo di un pensiero nuovo,più forte e deciso… e così via…ad oltranza.

Così cominciò  ,dopo tutte queste morti,a provare nostalgia per qualsiasi cosa,idea o azione,che rispettivamente , vedeva, pensava o compiva.

fino a che cominciò a  provare nostalgia

per fatto stesso che stesse in qualche assurda maniera provando nostalgia.

Non riusciva a venirne a capo in nessun modo.

Andare a letto in quello stato sarebbe stata una impresa impossibile,

perciò, si lasciò ingabbiare dall’ennesimo  concetto che gli balenò per la mente.

cose che aveva studiato diversi anni prima, ma che adesso gli parevano l’unica

cosa sensata della nottata.Il concetto di Limite e unicità. 

Il punto era diventato il letto,tanto desiderato quanto inarrivabile.

Gli pareva ormai una scialuppa alla deriva.

Mentre egli si sentiva come tutti gli infiniti tentativi di abbordaggio falliti.

L’oceano che li divideva, era un ammasso di piastrelle e silenzio,

vi stupireste a vedere come il silenzio, in determinate condizioni, renda scivolose le

mattonelle.

I pensieri,troppi e troppo ammassati gli uni agli altri, avevano ormai  ammutinato da

un pezzo.

le cose stavano così,

non mancava poi molto all’alba,gli ammutinati si erano organizzati in bande,si

facevano guerra tra di loro,furono scontri cruenti,senza spargimenti di sangue o di

parole.

Morivano e nascevano a colpi di sguardi,bastava un’occhiataccia ed il pensiero più

debole si sgonfiava come una mongolfiera squarciata.

per poi rinascere subito dopo con un altro nome,un altro peso e orientamento,era

una sorta di induismo meccanizzato.

Fu verso le cinque del mattino che tutti quanti,senza preavviso e un apparente

motivo,chiusero gli occhi,contemporaneamente, non erano morti,no,…era arrivato il tempo della  tregua.

La cosa lo colse di sorpresa,non gli era mai accaduta prima.

Erano sempre là dove sarebbero sempre  stati,occupavano spazio,se ne poteva

sentire l’odore, ma non una idea,uno sguardo,l’accenno a qualcosa di

terreno,un’eco,una scorreggia,…., niente.

Spazio,che occupava altro spazio,quantità,sentimenti senza nome,senza strade,mucche impantanate in acquitrini di niente,ingrassavano la testa senza una ragione.

Le cose intorno gli parvero terrificanti come non mai,

le mani non erano che delle sconosciute estremità delle braccia,il culo poggiato

sulla sedia,il letto ,così freddo e squadrato,gli parve un blocco di cemento colorato.

Si alzò,si sedette sul letto e sentì che era morbido,la cosa lo sorprese.

Si ritrovò così seduto a fissare la sua stanza, fino ai primi raggi di sole,

quando la tregua concordata dai pensieri finalmente  finì,senza una ragione,così

com’era cominciata.

Presto ripresero a battagliare ancora una volta stipati tutti dentro la sua piccola

testa, ma il sonno,inaspettatamente , stava per vincere la guerra del giorno.

I pensieri cominciarono a sembrare sempre più lontani,le idee si distorcevano,come

per effetto di un “doppler” a velocità mai osservate dall’uomo.

Tutto si allontanava e non c’era niente che nessuno avrebbe potuto fare.

Si palesò  l’idea di distanza,di durata,di misura,fino a sfumare il tutto in una rassicurante idea di solitudine.

Tutto esisteva soltanto pochi centimetri sotto la  coperta che si appesantiva sotto

l’incedere indiscreto del sole.

Appoggiò l’ultimo sguardo sui primi azzurri del mattino che si dipingevano oltre la finestra e capì,in quell’istante,quando il corpo stava ormai per abdicare,che aveva perso un’altra notte buona per riposare e che non sarebbe mai riuscito a spiegare a nessun’altro in che maniera aveva impiegato tutte quelle ore.

Si addormentò così,vinto dalla stanchezza e dai pensieri,sicuro che il tutto sarebbe svanito dopo qualche rigenerante ora di sonno, ma non aveva ancora fatto i conti con me,

l’ultimo dei suoi  pensieri.

Io sono colui che spegne la luce e che chiude porte e finestre.

Io so tutto di lui,e sono il meglio e il peggio di lui.

Sono stato grandi amori e grandi disperate sconfitte,ma sono sempre rinato

più forte e più saggio di tutte le volte precedenti.

Per voi umani,la nostra esistenza si consuma in frazioni infinitesime di secondo,ma è

solo grazie a noi,che va avanti questa giostra artificiosa che voi arroganti chiamate

grossolanamente umanità.

Stonf!

divenire.

l’arroganza dell’intelligenza giovanile,

il terrore di non essere niente.

come una fuoriserie con soli tre rapporti

ho vissuto gran parte della mia vita

velocissimo nel breve

perduto sulle lunghe distanze,

non mi sono poi evoluto molto,ma

ho imparato a sopravvivere,

ho imparato l’amore delle cose piccole,

sognando sempre l’orizzonte.

Bellezza.

la tua bellezza è esplosa
all’improvviso,come un amore,
come lo stormo di rondini
che s’apre alla densità del mio sguardo
e lascia intravedere,per pochi istanti,
la maestosità del cielo.
come in quella foto
dove guardi in terra tra la gente,
la tua bellezza è esplosa,
e mi ha travolto
come un tuo silenzio.
Mi addormenta,col sorriso,
il tuo odore di albicocca,
ricopre di velluto
qualsiasi accenno di cinismo.

Guardando Mastroianni.

bruciamo una vita
tra i venti della febbre,
nella ricerca spasmodica
di una patinata felicità,
per poi ingrigire placidamente
sotto un panama bianco acceso dal sole
o al fresco di una brezza d’ombre,
quando l’uomo che si accontenta,
seduto nelle sue quattro
stanche vecchie ossa
si concede il sorso della felicità,
disciolto nel sorriso che si nasconde
sul fondo di un bicchiere d’acqua fresca
ricordando i tempi in cui stappava il vino.

Sproloquio sulla casualità dell’amore.

Ci siamo incontrati per caso

fiutando gli stessi odori,

a volte il fetore è stato insopportabile

e ci siamo consolati con il sorriso,

altre volte ci ha uniti il profumo del mosto,

o della carta dei libri,

quando non è mai capitato di condividere un tetto, 

una nuvola.

Il sorriso è quello sincero

di quano ci si spartisce la vita.

Non eravamo amici e forse non lo diventeremo mai

ma non è una cosa importante,questa.

Ho imparato,negli anni,un sentimento

diverso dall’amicizia,

ma che ne condivide comunque alcuni aspetti.

Si può essere prossimi e non essere amici,

anche quando non ci si è mai guardati negli occhi.

Questa che per molti apparirà come una delirante idiozia,

per me è l’essenza intima dell’umanità.

Per incendiare la corda che ci lega l’uno all’altro,

c’è bisogno di sincerità,di verità,

ed il mezzo per me più intuitivo per veicolare la vita

è l’arte.

Chi avvalora la creazione artistica, in ognuna delle sue forme,

si lancia nel vuoto a piedi pari senza possedere il dono della fede.

La verità,non regala soldi,fama o niente del genere.

La verità segue le leggi degli incontri casuali,

come l’amore.

Non esiste verità senza amore, nè amore senza verità.

la casualità è una legge precisa dell’universo.

l’unica legge che governa l’amore.

C’è grossa Crisi

E’ stato un momento preciso
entrando in cucina
che ho sentito la povertà del mio paese.
La mia casa pareva declassata
da una sconosciuta agenzia di rating
che non parlava la mia lingua.
Ho sentito come uno stupro,
come un aborto
nel fondo del mio stomaco.
I miei li ho visti invecchiati di colpo,
E sono andato ad ispezionare i libri
ammucchiati nello studio di mio padre,
resistevano, stretti, pagina contro pagina,
era una questione di soldi.
Mi sono affacciato alla finestra,
per vedere come se la passava
il vicinato,
ma fuori raramente cambia qualcosa.

In a sentimental mood.

In a sentimental mood.

Vieni a fare due passi… 
io e tu..tu ed io… 
ti direi,adesso…
ma tu non ci sei…
e forse non verresti…
e pure questa strada 
sembra fatta apposta per i nostri piedi…
per incorniciare risate…
e poi c’ė vento..
quello giusto 
per far volare
il tuo ciuffo ribelle…
ma tu non ci sei,
e la strada non incornicia 
i nostri occhi,
ma solo parole,
che affondano 
come lettere di carta,
nel letto del fiume,
e poi scompaiono
come non fossero mai esistite.

Poesia

esiste una certezza
nella poesia,
la resistenza che si oppone
all’invasore
è l’ultima difesa del mondo,
il grido
della fetta di pane caduta 
sotto la lama del coltello,
la nazione caduta
sotto i colpi del mercato,
l’infinito dei campi al mattino,
si distendono,i colori,fino
al confine dei pensieri.
In tutte le cose 
si annida la certezza;
è sempre un grido, la bellezza,
è come una religione,la poesia,
ma noi siamo la preghiera maledetta,
è la bellezza 
che non ha bisogno di promesse.

2KPiGrego

Ritorna come la polvere
sul selciato, la pioggia.
le mie parole cadono sottili
sulla valle,
sopra i campi abbandonati
spettinati dal vento.
Ogni tanto un lampo,
appresso esplode un tuono,
poi il silenzio
e l’eco,dell’eco.. dell’eco…

l’aumento dei carburanti
è un buon motivo per camminare,
e questo vuoto in mezzo ai monti,
questa scodella piena di nuvole
basse e minacciose,
è un buon motivo per inventarsi un amore.

Vorrei suonare una musica 
come il coro dei vostri angeli,
una musica esatta e crudele
come la verità che pende sulle nostre teste.

Una melodia con cui fare i conti,
la stessa, a proposito,
che mi ha spinto a comporre il tuo nome,
che uso come un rifugio,
ogni qual volta quel vuoto mi affama.

La verità è il demone
che solo i molto ricchi
insieme ai molto poveri 
possono inganare.

Io mi concedo la distanza del canto,
è come firmare cambiali,
ritardare il momento,
fino alla morte.

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