oggi sono perplesso

i sogni ci aiutano a vivere meglio ?

o la sugna ci aiuta a sognare meglio?

ecccchilosà!
bah!
questo e molto altro altro è possibile…
ho mangiato, ho bevuto ma niente è cambiato.
il sole fa ancora il sole
e la pietra lo guarda ancora dal basso,
noi resistiamo là in mezzo,da millenni,
questa è la verità che oggi mi concedo.
e qualsiasi sguardo mi abbia rigato il collo,
come una ragazzina dispettosa che con un chiodo 
scrive il suo nome sulla macchina di seconda mano,
è passato o passerà,come passerò anch’io,un giorno
da qua a cent’anni.
e ne sono certo, la pietra starà ancora là a fissare sil sole,
e voi di nuovo in mezzo.

“oggi sono perplesso come chi ha pensato e creduto e dimenticato”cit. F.A.N.Pessoa.

Grazie.

Prima del sonno

quando la vita urla al vento

i suoi fantasmi,

e la notte diventa pesante

come un coperchio 

sul mio sangue che bolle,

arrivano i tuoi occhi

come una misura,

pari in sentimento alla mia altezza,

arrivi densa di pensieri e di sorrisi

ed io resto solo

come un sasso caldo di sole sulla spiaggia

alla caduta della sera,

e mi raccogli con le tue mani di labbra,

ed io non  chiedo più bellezza ai miei pensieri,

nè il mio genio potrebbe simulare, a parole,

la linea esatta del tuo viso

senza perdersi in inutili temporeggiamenti.

E come un amore inatteso,poi

mi sorprende il sonno.

Scrivo.

Per lei ho scritto più parole 

che per chiunque altra donna 

io abbia mai amato,

eppure non la amo,

nè lei potrebbe mai amare

gli abissi che dormono

sul fondo dei miei sentimenti.

Eppure qui scrivo,

e languido, resisto,

ai fantasmi che urlano 

il nome della sua assenza

al calare delle tenebre.

932012

Il mare luccica 

sotto la carezza del sole ancora acerbo,

c’é un po’ di vento,

spettina i capelli 

e allunga le attese,

il caffė sul mare 

mi ricorda sempre Napoli.

Una coppia non più giovane 

sulla panchina si abbraccia

come fossero amanti,

rubano, avidi, lo spazio e il tempo 

a quel che resta della vita.

Oggi indosso scarpe chiare,

i lacci bianchi si incendiano al sole

come madreperla sull’asfalto,

e i miei pensieri si allungano

come un faro disteso a mezzogiorno,

oltre l’ orizzonte,

in mezzo ai blu,

su quella riga che non ha nessun colore,

corre il desiderio,

mi gira intorno e non mi prende mai. 

L’amore è un cane che viene dall’inferno.

Stiamo leggendo lo stesso libro

ed ogni volta mi chiedo

quale odore avrà per te

lo sperma che colora le parole,

e se tra tutte quelle assenze,

i marciapiedi e le puttane,

sei riuscita a vedere

la tenerezza di quel mondo.

Lui ce lo ha spiegato,

che non è una questione di soldi

nè di luoghi o di parole, l’anima.

Ma io già lo sapevo,

me lo disse nonno,quando

io ero un bambino,e

lui un vecchio comunista.

L’ombra della luce.

la piazza nuova sotto il mio balcone 

è piena di sole,

il bianco della pavimentazione

sembra urlare verso l’alto,

il calore della terra all’azzurro.

Il vantaggio di svegliarsi

dopo l’alba, è

il sollievo di trovare 

apparecchiato,

nessuna pena per gli spazi vuoti,

nessun silenzio.

Il gran regista

avrebbe posizionato 

quel bambno, che pare fermo,

nell’angolo alto della piazza,

che invece sembra camminare.

Trattiene con lo sguardo l’aquilone,

verde che resiste al vento.

Il sole impallidisce

dietro la luce del padre che sorride,

ed io avrei giurato,istanti fa,

di averne visto l’ombra.

Dalla raccolta impolverata: La mia musa se ne fotte.

Non posso che scrivere nella tua assenza
chè è l’unica parte di te
a non invadere completamente
i miei disimpegni…
quando nn ci sei
riesco ad intravedere i monti 
dietro l’orizzonte corallo dei tetti,
e le auto in fila scompaiono anche per me
dietro la curva,come lamiere nel brutale cemento ..
Quando non ci sei recupero un paio di diottrie,
e vedo il mondo con i miei sentimenti,…
senza inumidirli sul giro carnoso delle tue labbra.
Ma comunque mi insinua, l’assenza,il dubbio 
come una spora nascosta,
minacciosa, nel terreno della realtà.

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