frasi fatte

non siamo niente
fino a quando
qualcuno giura
di averci sentito arrivare.
Sopravvivere alla solitudine
significa moltiplicazione,
parlarsi, accudirsi,
farsi un cenno con la mano
e rispondersi.
Non è follia parlarsi a voce alta,

Vivere è ammettere la nostra trinità.
l’operaio al pari del poeta contiene
più infiniti.
Il corpo è la massima espressione 
della nostra vastità,
La bellezza ci dice delle cose
che l’intelletto fatica a decifrare.
Come impallidisce di colpo, la poesia,
al cospetto di una stretta di mano
uno sguardo, un ricordo lontano.

allenamento

mi alleno nell’arte del tempo,

arrivare a conquistare il letto

è una forma di addestramento,

il giorno avanza senza sussulti

ed io mi alleno, soldatino di carne,

per quando il sorriso riporterà guerra.,

il mio cuore è zavorrato al petto

dal peso dei mille giorni di silenzio,

aspetto fiducioso qualsiasi cambio di vento.

tasche bucate.

tasche bucate dei giorni
un filo di voce mi sfugge,
quanto rumore
si ammucchia negli anni…
silenzi di lava che
gonfiano il petto,poi
basta un sorriso
dall’altra parte del mondo
per mandare in frantumi
una farfalla di fuoco,
in un canto di vulcano
anni di eleganti rinunce.

consapevolezza


oggi corro.

un’illusione d’asfalto,oggi
è la mia vita.
il calore mi strozza il respiro
sale ad agosto un inferno da basso,
corro senza domandarmi un perdove,
il respiro si accorda all’orizzonte
i monti si piegano al mio sguardo
sento il cuore, in salita,
picchiare contro ogni muretto,
il pomeriggio d’agosto

rivendica il suo regno, ma
io sono un vagabondo senza sentimenti
e non mi affatica il caldo
quanto la sua assenza.
Lontano un’auto sferraglia
un cane scodinzola
dall’ombra del guard rail,
una panacea di pensieri
si plasma dentro la mia testa,
oggi corro per dimenticare il mio nome.

ritornerò a bruciare.

giorni di sentimenti chiusi
mi sveglio e mi spengo 
senza desiderio.
i culi sono pezzi di carne
le tette cose per figli
bocche senza sapore e
lingue buone solo per parlare,
oggi sono una porta chiusa,
un tuono che esplode lontano
mi dice che la tempesta è passata

o che si sta avvicinando…
qui sono una pietra
che pesa sulla notte,
mi ha schiacciato il cielo,
lapillo vetrificato in mare
resto senza una parola,
intorno a me è una terra di luna
ma presto, forse, ritornerò a bruciare.

Ultimo diario di bordo

giorni di galere e di birra

il mio mio vascello

batte bandiera pirata

giorni di antiche danze

è arso l’albero maestro

a cui ero legato

giorni di sguardi randagi

siamo tornati

a parlare di leggi

giorni di tempeste feroci

una baia straniera 

ci ha offerto riparo

giorni assetati di occhi

la mia bocca 

ha saccheggiato villaggi

giorni di glorie perdute

il sentimento sul cassero

ha mollato gli ormeggi

giorni assolati senza una notte

lo scorbuto

ci ha intaccato il cuore

giorni senza una meta

l’orizzonte ha cantato

un oceano di rum

giorni dimenticano giorni

la deriva ha inghiottito

il mio cappello

Giorni perduti nei giorni

parole hanno perso parole

giorni perduti dei giorni

di noi
pochi pezzi di carta

C’è sempre meno gente per le strade. (La mia terra)

spesso al mattino l’orizzonte è limpido

dietro la valle altri monti più alti,mentre

nel mezzo un antico armistizio si rinnova ogni giorno

questa è una terra di solchi dimenticati 

dal buongiorno lento

a mezzogiorno il sole entra nel cervello

come la mano dentro un sacco di grano

a mezzanotte,invece, il vento è un sentimento di montagna.

Questo sud è la mia terra

gente che sorride nel buongiorno,

le mani antiche che hanno lavorato,adesso

faticano ad aprirsi alla carezza.

Qui,tra le persone sveglie,

il pudore odora di dignità 

altre volte invece è un tanfo acre 

all’ombra della cattedrale,

anche gli eccessi si consumano nell’ombra

è capitato che giovani donne 

camminassero con le gambe al sole

sotto lo sguardo severo 

di giovani figli di preti.

E pure questa non è una terra che amo,

Io non sono che tutta questa terra,

questa antica lotta,ma

non ho sentimenti verso me stesso

che non siano distruttivi,

Guardo nel giorno dall’affaccio di casa 

il distendersi della valle

come fosse uno specchio,

ma con meno ombre e nessun rumore.

C’è sempre meno gente sulle strade!

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