com’è vasto il cielo!

ogni volta che la solitudine

mi ha braccato come un branco di lupi,

ho parlato d’amore come una preghiera.

Come l’eremita sopra una montagna di ombre

per non guardare in basso mi sono rivolto al cielo.

Essendo per sua natura, l’uomo, in tutte le cose

dall’alto delle nuvole ho visto il mio sorriso.

Com’è misera la carne e com’è vasto il cielo!

Ospedali

Gli ospedali mi piacciono

perché sono luoghi

dove il tempo é fatto solo di cose che accadono,

le persone lasciano le armi a casa

e tra una cosa e l’altra c’é in mezzo sempre il vuoto,

a finirci dentro é un attimo,

però l’uomo si riscopre un gigante

solo di fronte alla morte.

Cadute

non è poi così importante evitare le cadute,
non quanto il saper cadere,
saper cadere significa cadere con stile
e non è niente di superficiale,
con la tecnica giusta,
eviti di farti troppo male
e tiri fuori la bellezza che 
timidamente si nasconde
in tutte le cadute.

Abdico

e’ inutile, la poesia fugge l’estate,
i miei pensieri a maniche corte 
hanno bisogno di vento e 
non di parole.
Al limite di sguardi.
Abdico da me stesso e 
seguo l’esempio…
Andare lontano senza lasciare tracce
è una necessità.
Forse, parole dimmerda, ci ritroveremo
sotto un ponte, alla fine di Agosto,
quando i primi venti 
saranno privi di carezze
e la mia bocca asciutta
ed i miei pugni chiusi
affonderanno ancora una volta
nelle viscere, ormai tiepide,
di un asfalto ancora caldo.

mi invaghisco di esseri strani

mi invaghisco di esseri strani
dicono e non dicono
guardano e non guardano
precipito nell’incertzza
come fosse un budino
e me ne nutro senza pentimenti.
Non ho tormenti poichè 
ho disimparato l’amore,
ma il niente che alimenta
i miei sentimenti
non ha più un volto preciso
e se mai l’avesse avuto
ormai è dimenticato,
sposerei un’assenza
in riva al mare
solo per assecondare
i miei desideri,
per dare voce
a tutto quel silenzio.

Sui Libri (37° 2 al mattino)

I libri non si amano, si posseggono…
è una questione di passione.
Il tradimento è sempre dietro l’angolo.
quindi, adesso ti finisco, e
il domani porterà inevitabilmente
la nostalgia delle cose andate,
il tuo sapore si depositerà sul fondo dei miei sentimenti
per sedimentazione, lentamente.
Mi ritorneranno in mente, un giorno
nomi e strade, luoghi immaginati
e tante ombre, mi chiameranno
come una famiglia che mi reclama
dal fondo di un’altra dimensione.

Solo per lei.

per lei ho svestito

la corazza dell’orgoglio,

le sono andato incontro

in maniche di camicia,

ed un paio i bottoni

sono subito saltati,

ero il mio stile, ero ubriaco,

ero l’uomo più bello del mondo

quando l’ho chiamata per nome,

ma lei aveva occhi di donna,

non c’era morte nel suo sguardo,

e poco tempo per parlarmi.

Abbandono

passarono i tuoi occhi

come l’aratro sul mio petto,

ma il cielo era secco

e la terra asciutta,

la pioggia 

sarebbe giunta

troppo tardi.

diventai solco

all’ombra delle stelle

ingrassai il vuoto

con l’eco del tuo nome

e mi aprii al cielo

una cattedrale

senza cupole.

Lontano, un esplodere di nubi,

la festa del paese

illuminava i monti,

il tuo viso 

era un’ombra 

scavata dentro l’ombra,

Io ero la terra

d’un emigrante senza figli.

Dal Romanzo Inesistente “Incontri Distanziati Del Quarto tipo” , Il passo dell’oca

Dal Romanzo Inesistente “Incontri Distanziati Del Quarto tipo”  a

                                           penultimo capitolo

                                            Il passo dell’oca.

Quando mi dicesti addio

con l’ultimo silenzio,

non mi spezzasti il cuore,

ma tornando a casa

i miei passi 

fecero un rumore

di porte chiuse,

ed il vento  infuriava per le strade

sbatteva le suole sull’asfalto

ad ogni vergine falcata…

A metà strada 

mi tornò in mente 

l’ultima marcia

dell’esercito tedesco

prima della resa,

l’ultimo passo,

la morte dell’oca. Poi,

un gatto fece un verso d’amore,

pareva piangere… 

Mentre io cominciai a ridere…

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