Vieni e fammi fiore,
prima che mi accenda
e come un dardo
pronto all’assedio,
bruci ancora,
nella notte dell’Estate.
la poesia è la donna a cui hai scoperto il fianco.
la poesia è la donna
a cui hai scoperto il fianco
troppo presto
“quando la cerchi
non c’è mai”
sarà poi lei a colpirti,
e quasi sempre
nel momento
meno opportuno,
in ogni caso
lascerà un profumo
di felicità nell’aria
e qualcuno
avrà soddisfazione.
con le mani nel sogno
Seduto sulla riva del giorno
aspetto che faccia buio
e che l’acqua salga.
così ritroverei la pace
tra le tue braccia severe,
che ad ogni gesto innamorano,
ad ogni cenno pacificano.
la mia indole soltera
che scalcia e sempre distrugge
ciò che di bello
ha incontrato il giorno, fatica,
ma si piega al tuo costume
pieno di assenze
e di abbagli improvvisi.
Sei Il mio felice tormento,
l’alba che ha sorpreso la notte
a frugare, con le mani nel sogno.
delusione
una delusione di donna
una delusione di cuore
coltiva la mia solitudine
una tristezza per gli occhi
non cammino
non scrivo
ci sono troppi bar
ci sono troppe donne
ci sono troppe mani
non scrivo niente
da diversi giorni
e non voglio camminare
non mi va di correre
ma la strada mi porta
a spasso
con un guinzaglio di vetro
tutto mi pare nuovo
in un mare di vodka
ho chiesto di nuovo il nome
a tutti gli amici
il mio si è perso
un sera, nel buio.
Treno del mattino
il treno al mattino
arriva in città
un rivolo d’acqua
si perde nel lago
siamo di sguardi stretti
ci guardiamo negli occhi
la vita è scritta sui volti
piove un grigio oscuro
da una settimana
i nostri umori si adeguano
ho messo gli occhiali da sole
semino il mio ridicolo ottimismo
ho scambiato un sorriso
con la ragazza difronte
la nostra vita è ancora dolce.
La vita oggi la sentiamo
come se avesse uno scopo,
si capisce.
Il treno si ferma in anticipo,
stridono gli acciai di scarsa qualità
dentro il crepitio dell’acqua,
qui siamo sonno e sorrisi,
abbiamo salvato il momento.
la stazione è una madre distratta
partorisce sogni e annuncia dolori,
se la strada non regala dolcezze
bisogna andare cercarle…
quando siamo ancora vivi..
la Volpe e l’Uva revisited
Come la volpe
che non arrivava all’uva
e si vedeva bassa,
certo, che la verità
col tempo, avrebbe
affinato il raspo,
sarebbe ac-caduto l’amore.
notorietà
mi accorgo che
il mercato è penetrato
nel fondo dei sentimenti
quando vedo gente rincorrere
la solitudine nei
nomi di persone note
facendo così morire
di solitudine la felicità
che da sempre si nasconde
tra i nomi comuni delle cose
e delle persone ignote.
Poesia per la festa della donna.
sei meglio di Equitalia, donna
ché manco bussi alla mia porta
ti prendi tutto e non mi hai mai scritto
manco uno straccio di raccomandata
Spre-logio della solitudine
non temo la solitudine
quindi non la combatto,
se spesso ci manteniamo
come vecchi compagni
che si tradiscono tutti i giorni
è perché, forse, un tempo,
ci fu un’intesa d’amore,
ma mai che una volta, da sobrio,
mi sia venuto in mente
per farmi figo
di scriverle un elogio.
Mancava
mancava,
non un motivo apparente.
Erano tutti motivi nascosti,
profondi, radicati là in fondo
dove la coscienza timbra il cartellino,
tra l’ultimo, pacifico, sonno
e la prima tempesta dell’alba.
l’antica legge
sapessi come taglia il tuo fare
quando io sono aperto come un fiore mortale
e mostro l’anima rossa ed il fianco
alle tue parole distratte.
Ma da uomo ho accettato tacitamente
l’antica legge che lega gli uomini,
c’è una felicità latente nei dolori dell’anima
la certezza di non essere soli.
ho bisogno di scrivere
certe volte ho bisogno di scrivere
e tutte le altre cose mi sono precluse
da una angoscia terribile.
la stessa che mi porta a lei
in piena notte per gridarle cose
che non trovano più posto
tra i dignitosi silenzi
della mia solitudine
