tra me
e lei
c’è un patto
segreto
in mezzo
alle parole
accadiamo.
tra me
e lei
c’è un patto
segreto
in mezzo
alle parole
accadiamo.
così sopraffatto dagli eventi
caddi nell’antico tranello della domanda
e chiesi e non ottenni e mi disperai.
mi presi gioco della mia debolezza
mentre fuori tutto si comportava
come si comportano le cose
fuori da qualsiasi altra cosa,
senza sole, senza fiori, era la vita.
l’antica febbre che mi governa
il randagio che mi porto dentro
questo cane di strada
che si morde la coda
corre sopra un ovale di pietra
senza buone parole,
senza alcuna speranza,
sempre più forte
sempre più alto
sempre più solo
sempre più bello
sempre feroce
in sonno
come certi massoni
gravidi di pensieri
come coloro che hanno provato
e adesso dormono stremati
sopraffatti dal peso
delle loro stesse azioni
troppo mi è pesato il desiderio
angusto è adesso il cielo
per poterlo contenere.
quanto mi pesi tu
che dei miei pensieri
ne sei la misura felice
e degli occhi
il sole che acceca.
quanto mi pesi tu
mio termine di
incommensurabile paragone,
mai ho cercato
la tua misura.
ti accolgo come
il giorno che mi sovrasta,
a te legherei
come all’azzurro
il mio arbitrio
e ti direi
portami
là dove tramontano le cose
e tienimi
anche quando il buio
avrà accordato la sua lira
e le mie parole
si faranno ostili
come locuste affamate d’abisso,
Chè poi sarà solo un fiorire
di cose nate nell’ombra
una primavera nata
lontano dal sole
immune
all’ umano avvicendarsi
delle stagioni.
.
Balliamo con
un piede piantato
nel fango della morte
ed i pensieri ben
ancorati alla schiena
accesa delle stelle.
l’irrimediabile ossessione
che inscena ogni volta
il valzer del sentimento
sono uscito con una ragazza assai bella
e ci siamo baciati all’ombra
che faceva il lampione con la chiesa,
e non ho sentito niente
dentro di me c’era una campana vuota,
nel fiume c’erano i miei occhi,
e le nostre lingue hanno danzato
in un teatro vuoto.
almeno non c’è stata
la necessità di un bis.
Il Pastore tedesco abdica…
Piove…
qualcuno sta morendo comunque di fame
altri anche di sete
io ho una bottiglia di vino ma non ho
né fame né sete
Prada subisce un danno d’immagine
le scarpine rosse coccolano il callo
dalla strada qualcuno urla ” Puppa! “
sul fronte si spara comunque
qui non ho niente da dichiarare…
mi interrogo
intorno alla parola
felicità
un’ombra limpida
nel fuoco di un mezzogiorno
d’estate
bere una sorsata d’acqua
avere un posto
tra i suoi pensieri al mattino
farle posto trai miei pensieri di notte
rispondere al telefono col sorriso
ridere insieme per futili motivi
ed altre piccole cose.
mi interrogo sulla parola insieme
tra i diagrammi di Eulero Venn
l’ intersezione tra due solitudini
non è per forza un vuoto
la mancanza non è per forza un vuoto
mi interrogo su ogni argomento che conosco
e che non conosco
ed ogni argomento parla della stessa cosa,
mai una volta che abbia associato
i sentimenti alle cose.
Stare bene, essere felici, fare felice qualcuno…
possibile che la vita sia solo questa?
Un urto contro una parete infinita?
potrei sprofondarci in questo pozzo
mi ripeto, e non uscirne mai più.
se una rosa è una rosa è una rosa
una notte è una notte è una notte
e qui ne resta intatto il mistero.
questo è il fiore oscuro
che profuma di rosa.
lei è l’eterna Primavera,
io sono la sera leggera e l’orizzonte.
accendo le cose di rosso,
fischio lontano un tramonto
faccio da spalla alla notte,
il buio è uno scherzo annunciato
ma qui non si smette di ridere.
c’è gente che fa poesia
io faccio cose…Vedo gente…
c’è gente che si chiama poeta
io mi chiamo Michele
c’è un sacco di gente
io sono una sola persona
la poesia? Ogni tanto,
io la vedo, e punto il dito
sono solo un maleducato.
le cose sono infinitamente diritte
perché siamo infinitamente orbi.
ogni cosa accade in più di quaranta dimensioni
ogni cosa deflagra come una bomba
ogni cosa è un amore nel caos
ogni cosa per comodità ha le sue leggi a cui obbedire
ed un infinito d’altre leggi da trasgredire.
Il Concorso Musicale del Comune di Marsico Nuovo
L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.
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Blog della Biblioteca di Montelupo Fiorentino - Sfogliami! Sono tutto da leggere...