ho impiegato una vita a trasformare la paura in tenerezza
non permetterò a nessuno di trasformare la tenerezza in rabbia
la vita è già piena di rabbia per sua vocazione
abbiamo il dovere di proteggere la bellezza ad ogni costo.
il mondo mi ha fatto avido la vita mi ha reso povero.
vorrei che
le mie parole
fossero per te
il richiamo allegro
della campana santa
di quand’ ero ragazzino
così ho incontrato
la tua religione
e accorro misterioso
ad ogni palpito di sangue
fiorito sul tuo seno
il mondo mi ha fatto avido
la vita mi ha reso povero.
A.A.A. Cercasi parole perdute
A.A.A.
Cercasi parole perdute
non so dove
non so quali
non so quando
se le trovate non restituitemele
fatene ciò che volete
ma dite loro che mi mancano
capiranno
Invocazione a me stesso
ritornerò stringerti
contro il muro
alla luce del sole
un giorno, senza
la spinta dell’ombra.
ritornerà a tremare il polso
sotto il peso dei capelli,
ma non adesso, non ora,
aspetta, c’è una Primavera
da tenere a bada
e poi un’estate furiosa
a cui dovrò pagare
ancora dazio.
Aspettami, oppure non farlo,
ciò che sarà, sarà fatto in ogni caso.
Molte altre cose accadranno
ma c’è bisogno del tempo necessario.
non avere fretta, adesso brucia,
consumati, abbaglia, ubriacati,
drogati, scrivi, leggi, corri,
perditi, spogliati, nuota,
arrampicati, impara,
studia, ascolta, taci, suona,
ascolta musica nuova,
ma resta vivo, resta vigile
quanto basta, sii il sale e il pepe
delle giornate e non il banchetto del mondo,
concediti, ma non finirti,
e resta sano, possibilmente,
un lungo Inverno ci attende
ai primi accenni di sole.
evadere.
parlare di questo
o piuttosto di quello.
parlare di ché,
se qui è tutta una cosa?
allora mi taccio,
solitario e rinchiuso,
lascio voce alle cose.
che parlino i libri
e la strada bagnata
poi un filo di garza
bianca e intrecciata
si scorge dall’alto
calare fin dentro
questa prigione di
mura.
una voce potente
Al di là dei partiti penso
Quanto è distante dal presente
Il morire per delle idee…
E riscopro il concetto di multiverso
Tra le ore del giorno
Talune cose esistono, è vero,
Ma parallelamente al presente
Da qualche parte
Sopra un’ altra terra
Qualcuno avrà ancora una voce potente.
Come uno zingaro
all’ombra di una canzone estiva
uno zingaro è seduto alla luce del fuoco,
un ricordo fatto persona
ha bruciato il vecchio Luna park.
qualcosa è andato storto, non è andato.
Tutto intorno, una distesa di campi,
profumano una mesta solitudine.
all’orizzonte le ombre nere dei colli,
un cigno che gli copre le spalle,
nell’aria c’è zucchero filato
le stelle gli misurano i polsi, ma
la strada gli ha allungato la vita.
Chiamalo se vuoi… Megaparsec
quando se ne andò
esplosero stelle e pianeti
in quell’universo silenzioso
che si portava dentro.
quando se ne andò
non fece troppo rumore.
no fu la tempesta
che smise di piovere,
né un tramonto
che portò via la luce.
fu una brezza leggera
che smise di rinfrescare
nel mezzo della notte.
alcuni, beati, continuarono a dormire,
per altri la notte non sarebbe
mai più stata la stessa.
quando se ne andò
l’orizzonte piatto
divenne una parabola,
poi un punto, una vibrazione, una curvatura
ed egli una misura di lontananza
per distanze universali.
preghiera del 25 Aprile.
fa’ ch’io mai mi liberi
oh signore delle liberazioni
di codesto palpito
che m’infonde il buio negli occhi
fa’ ch’io soccomba con onore
di questo lutto che mi porto in seno
fa’ del cielo la mia bara
e la terra spruzzata di birra
germoglierà con le mie ceneri
fiori nuovi, rossi e carnosi
ma meno stupidi di queste rose
ch’ hanno perso petali
ai primi appuntamenti.
i versi più belli
potrei scrivere i versi più belli stanotte
ma la tristezza è perduta sul fiume
in TV stappano birra fresca
la luna mi invita ad uscire.
Inazione vulgaris
quando le cose vanno male
siamo tutti là a spolverare vecchie frasi
di chi ha lottato e perso, oppure ha vinto,
ma comunque in un tempo lontano.
cerchiamo consolazione sempre più nella parola
e sempre meno nella lotta, nell’azione.
Ci vogliono far credere che la protesta sia volgare,
o meglio, hanno dato alla parola “volgare”
che porta una nobile radice, una accezione negativa.
Ci hanno resi pigri e svogliati
qualsiasi gesto creativo e libero
si porta appresso il peso della montagna.
Queste parole sono inutili
se poi non ci alziamo per andare
a pisciare negli androni dei comuni.
isolafelice.
tu sei la mia isola felice!
le disse,
anche quando mi hai reso triste,
sconsolato e solo.
tu sei la mia isola felice!
(una carezza per gli occhi)
ed io ogni giorno vengo
e porto cose, che solo tu
puoi custodire, senza dovere
mai chiudere alcuna porta.
