certe notti tornano a trovarmi i mostri

certe notti tornano a trovarmi i mostri
ma adesso è chiaro che un lenzuolo non basta,
e che coprirsi il capo non allontanerà nessuno,
e nemmeno l’alba rasserena il giorno
da quello spettro che mi è cresciuto in petto
a cui ho dato, lucidamente, un nome di donna
e che si fa amare con terrore, così,
come solo le ombre sanno fare

La verità

L’arroganza è sempre stata la mia rovina, in ogni cosa.
Sopravvalutare le proprie forze è un errore che si paga sempre a caro prezzo.
La vita è la vita, va affrontata con rispetto e quando picchia, lo fa senza pietà.
Bisogna imparare la tecnica di base e conservare il colpo migliore per i momenti difficili. Chi decide di morire una sola volta, deve imparare l’arte della ritirata strategica. Ci sarà sempre un momento in cui saremo costretti a scegliere tra la ritirata e la morte, e la morte va trattata sempre con i guanti, con umiltà.
Quello che più conta è restare in vita. Continuare a lottare. Avere una buona idea. Santificare i sentimenti. tenere la guardia sempre alta. centellinare i colpi.
Le cose ci sfuggiranno di mano molto spesso, ma bisogna avere dei limiti, bisogna diventare saggi nel più breve tempo possibile. Bisogna imparare dai gatti.
Bisogna bruciare all’inferno quando arriva il momento, poi la verità ci indicherà l’uscita di sicurezza, verso un altro inferno. Gli uomini sinceri sono destinati alla gloria. La verità è il sentimento più importante. la verità è la forma di amore più alta che abbia mai conosciuto. La verità mi ha quasi ucciso.

take me somewhere nice

portami in qualche posto migliore
dove i miei occhi possano veder nascere cose 
oggi dentro di me tutto appassisce
portami da qualche parte migliore
portami dove fioriscono parole nuove
privami di questo peso che è il giorno
portami in un giorno di sole
portami in un caffè attrezzato ad affrontare la notte
portami in un locale che non ha mai chiuso
portami ovunque non ci siano altri uomini
portami da qualche parte migliore
portami una giacca di lino
portami un paio di pantaloni smeraldo
portami una camicia bianca
portami per mano nel giorno
portami senza dire nulla
portami dove non sono mai caduto
portami lontano dal suolo
portami in un giardino di notte
portami dove non ho mai parlato
portami dove il sonno è leggero
portami tra le tue gambe accoglienti
portami il tuo seno che cura
portami la tua buona parola
poerami la tua bocca socchiusa
portami i tuoi pensieri più oscuri
portami una candela al tramonto
portami una strada sicura
portami tu qualcosa
almeno una volta.

Punto di non ritorno

esiste un punto dentro me,

dimenticato dal sole cocente

dell’estate, un punto di non ritorno,

dove le cose si rompono, irrimediabilmente,

una volta e per sempre.

le cose che vi arrivano

a seconda di quanto sono pesanti,

muoiono, presto o tardi, senza partorire eco,

tra le sabbie immobili del tempo.

Eppure, mia feroce adorata,

non ho mai visto in tanti anni,

nessuno, che abbia mai danzato

sull’orlo del mio abisso, con tanta leggerezza,

senza mai concedere ai miei pensieri

l’idea di una imminente caduta.

il mio fianco è una terra

giorni crudi come la carne,
ai primi soli di primavera
il mio fianco è una terra nuda,
si rinnova ad ogni stagione,
la nuvola, l’auto che passa,
lo sguardo ammiccante,
una freccia mozza di balestra,
l’assenza è un arco minaccioso,
il sole, sempre in tensione.

 

un’altra inutile omelia

il sole ancora fresco 
scava maldestro dentro 
la mia anima, e trova
solo pessima poesia
così le giornate traboccano 
di cose e parole talmente inutili
da sfiorare il divino,
ho messo comunque alcune panche
lungo la grande navata, 
sia mai qualcuno avesse voglia
di ascoltare un’altra inutile omelia
tanto per farci compagnia

lostinsemaphoro

certe volte, durante il giorno,

mi appari come fossi reale,

col tuo sguardo basso,

di quando non mi guardi e

neanche a quello so resistere,

e il tuo pensiero 

mi accappona la pelle

come l’ultima eclissi della mia vita

e sorrido al semaforo di turno

manco ci fossero i tuoi occhi

a farmi partire con un occhiolino…

poi qualcuno suona il clacson

e parto, verso quel posto 

che mi conosce già perduto

E mi lamento, mi lamento sempre

certe volte come per istinto
scrivo qualcosa,
poi qualcosa accade.
certe altre volte per il caso
accade qualcosa,
poi qualcosa scrivo.
e tutte le cose
ogni santa volta
sono la stessa cosa.
c’è sempre un amore
con un velo di morte
a raccontare storie,
e poi c’è una distanza,
sempre una distanza
che non riesco a misurare,
tra me e me, che
s’apre come un bisbiglio.
E mi lamento, mi lamento sempre
dell’amore trovato
dell’amore perduto
e mi lamento, mi lamento sempre
di come m’ero trovato
e poi di nuovo perduto
e mi lamento, mi lamento sempre…
Di me non resta che 
pesantezza e livore
la pesantezza del seno
ed il livore del tempo.

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