C’è sempre un lato buono, in ogni cosa…
se non te ne accorgi è perché ti trovi dal lato sbagliato.
Spostati.
pazzie
Solo i pazzi, quelli veri, sono sinceri.
Quando mi manchi, mento,
E provo a parlare e a distrarmi,
E dico cose senza senso,
ma poi mi cresce un grido disperato dentro al petto,
e l’eleganza va’ a puttane.
E porto la mia barba a correre nei campi,
come un ciclista dopato, se mi fermo, muoio.
Cos’ è la follia? è non saper tacere?
Si meravigliano solo i bambini.
Che scherzo triste mi ha giocato l’intelletto.
Io che ho creduto solo alla carne
e che la fede la trovo cosa tanto nobile quanto vomitevole.
Come sono stato stupido, a pensarmi altissimo
nell’affrancarmi dalle cose dell’uomo,
nel dimenticare la carne per un’ idea di bellezza,
Come sono misero, piccolo uomo di carta
accartocciato dal caldo scirocco.
Seppellitemi con la sabbia del deserto in un lenzuolo di lino…
come una vela strappata lontano dal mare,
e con me, i sentimenti, come stelle marine essiccate
appese alle pareti di un piccolo museo di frontiera
al ridosso del mare, con le pareti di calce, arse dal sole.
C’è un’ insegna all’ingresso :
Si meravigliano solo i bambini.
La gente che si incontra
La vita è fatta di gente che si scontra
e di gente che si incontra scontrandosi
c’è poi gente che cerca di venirsi incontro
e gente che evita d’incontrarsi per venirsi incontro
gente che si allontana scontrandosi
gente che si allontana per evitare scontri
la vita è fatta di gente, e per la gente si vive
e per la gente si muore.
alcuni vanno, alcuni vengono,
e non c’è proprio un cazzo che tu possa fare…
Richiamo.
Oggi il richiamo del Sud è terrificante.
Il deserto, il giallo mietuto dopo pranzo
che sconfina, distorto dal caldo, all’orizzonte,
quando il cielo è uno specchio appena curvo,
non c’è menzogna dentro al fuoco.
Nel desiderio, cova una deriva senza fondo,
l’antico gesto della mano che adombra lo sguardo,
per vedere lontano, le stesse cose, che mi porto dentro.
le mediocrità degli altri sono le mie mediocrità
le loro debolezze, le mie.
Tutti siamo pessimi ad intervalli più o meno regolari.
Ma i veri mediocri, quelli costantemente mediocri, senza slanci di mente,
sono coloro che si scandalizzano avanti alle pochezze altrui,
sono quelli che non provano tenerezza, sono quelli che non esitano,
e i loro cuori sono chiusi, inconsapevolmente straziati, da una paura atavica, che lascia loro soltanto la menzogna dell’egoismo.
Giocodelponte
alle volte mi piace stare a casa,
durante certe feste di città o di paese,
quando tutti si ammassano
per le strade, tra dolci e panini,
e musiche scadenti e fuochi artificiali,
mi piace stare all’ombra di una lampada,
come una cosa dimenticata per sbaglio,
mi piace pensare di non essere uscito,
solo per caso, mentre la fiumana di vita
circonda il palazzo, poi l’appartamento,
poi la stanza,
e la vita mi chiede una resa
come se contassi qualcosa.
l’ho appena fatto
un giorno scriverai una poesia
sulla maniglia della porta!
Un giorno ne scrissi una sul corrimano
della ringhiera della mia vecchia casa,
sulle increspature di vernice
e sullo smalto, liscio, così com’era la vita
quasi venti anni fa.
si ma un giorno scriverai una poesia
sulla maniglia della porta di camera tua
e avanzerai pure pretese di bellezza!
Il giorno che chiuderai tu quella porta,
probabilmente, andrò a cercare la bellezza
sulle maniglie di tutte le altre porte che
avrai sbattuto, dopo che te ne sarai andata,
portandoti via, come sempre, anche tutto il resto.
Passione
tutta la mia tenerezza
la sincerità, tutta la bellezza
paziente, fiera, irruente
che nemmeno sapevo di avere,
tutti i miei canti perduti,
tutte le porte a cui ho bussato
senza avere avuto risposta,
tutti pensieri perduti,
caduti dalle sedie su cui
ero seduto ad immaginare il mondo,
tutti capelli caduti allo specchio
mentre credevo di farmi bello,
tutti i giorni dimenticati
ammassati gli uni agli altri
come pacchi postali stipati,
passati ad immaginare i suoi occhi
la sua bocca, le sue mani,
tutti i sorrisi invenduti,
regalati ai cuscini
prima di prendere sonno,
tutta la vita bruciata
tutto il suo antico splendore
mi pesa, sul presente, inutile,
come un sepolcro di pietra,
e c’è un dio vigliacco
da qualche parte, l’unico dio,
ubriaco e ferito, intento
a moltiplicare calze e a stirare camicie,
con cui ho barattato la gloria
in cambio di questa eterna passione.
Cuoro
nonostante tutto,
nonostante il silenzio
e la disattenzione,
lui se ne fotte,
e mi dice:
Cuora!Cuora!
ed io fesso, mi piego,
come il filo d’erba divertito
s’inchina, sibilando,
al vento, che scende,
come un desiderio,
dalla montagna più alta,
e senza commentare,
cuoro! & cuoro! Y cuoro!
Minore
l’universo avrebbe anche risposto
ma io non ho più domande,
come un pezzo d’arredo,
meno di un balcone
più di un armadio,
il buio ci accorda tutti
con un accordo minore,
l’orsa minore
il poeta minore
il pensiero minore.
non c’è arte per noi
adulti minori di ordine e grado,
non c’è genio nell’attesa
e la contemplazione delle cose
non porta allegria né a me né alle cose.
Solo, come la chiave della moto
appoggiata sul comodino,
a furia di avere il mondo in pugno
non mi sento più la mano, ed
io so già a cosa stai pensando
caro vecchio, zozzo, lupo di mare,
vogliamoci bene, certo!
il mare ci sorride.
Una sola donna.
c’è una sola donna al mondo
a cui il mio volere si piega
come carta velina sotto la caduta dei numi,
a cui le mie parole sono indifferenti,
e le mie labbra non la sfiorano
e i suoi seni non mi cercano.
c’è una sola donna al mondo, una sola,
stanotte, e domani, c’è una sola anima nel vuoto,
l’unica a cui possa dire le cose come stanno.
ogni giorno le ripeto, come stanno, le cose,
ma lei mi incenerisce, mi brucia, senza amore,
come un quattro di spade al sorgere di una notte di denari,
la stessa notte che mi seppellirà
con un sorriso di circostanza,
ricordando a stento il mio nome
quando sistemerà i capelli sudati dei suoi figli.
Là, forse, vedrà i miei occhi, come una rivelazione,
perduti tra la tenerezza e il disordine degli anni,
come in questa notte, e nell’altra, ma
quel giorno sarò morto, in un ricordo sepolto.
con la mia tenerezza che mai ha impugnato un’arma.
C’è una sola donna. Una soltanto. Là fuori.
Sarebbe da non crederci, lo so.
Ma non mi sta cercando.
