come un mendicante consumato
ho smesso di desiderare, quando,
con una smorfia di fastidio
ho drogato la gioia di regalare.
Domenica
la Domenica è una notte continua
è la coda del sabato notte,
il mattino non ha albe
ma fiochi, perpetui, tramonti.
la Domenica non ha allegrie
il sorriso ha un finale stretto
ogni bocca si increspa sul di un lato
dopo ogni parola sincera.
Domenica, e il giorno pare non esistere,
nei viali la gente è sempre stanca, ed
il riposo ha il ghigno del lamento
Domenica, ho sempre mal di testa.
ho provato a chiamare ancora
sapendo di non avere risposta,
ed ho sorriso, di una scontata previsione
Domenica, uguale agli altri giorni,
ma più lenta è la vita,
come una tromba che sfiata,
cala la notte, lenta, come un peto
di chi, ingordo, ha mangiato troppo
Domenica, boccheggia il tempo appesantito
una nube di zolfo cade a picco dai balconi
dove le piazze sono colme di gente
obbligata, senza scopi, a passeggiare.
Domenica, caschi il mondo, si passeggia.
porteremo il culo fuori di casa
a consumare le piazze
che paiono fatte apposta
per contenere la gente che s’è persa.
tanti cazzi!
vabè vabè, calma
resettiamo tutto, ricominciamo da capo.
Com’era la storia del tizio che non aveva capito un cazzo?
stai sereno, c’è tempo per tutto, adesso ricominciamo a camminare.
Sii paziente siediti,
Basta birra, posa quel bicchiere, dio santo!
Dicevamo…
Come ci siamo finiti in questo pantano?
Un passo alla volta? o di colpo?
Non ricordo mica nulla.
Come ti senti? meglio?
respira…su, e non te la prendere
mica puoi piacere a tutti…
vabè, hai ragione manco alla metà…
ma adesso stai sereno, che te ne fotte?
siediti, mettiti al lavoro e non rompere il cazzo
con queste fregnacce da unenne.
Tanto non muori, e lo so che lo sai…
Appunto. Non rompere il cazzo e vattene da qua,
e posa quel cazzo di bicchiere,
non ti sopporto più in versione teenager…
Stasera c’è il concerto, domani l’altro,
devi essere in forma.
Su, alzati, andiamo e tanti cazzi.
I Versetti Scaramantici (fatwi più in là)
ogni volta che parlo d’amore,
in verità, parlo di vita,
ogni volta che parlo di vita,
in verità, parlo di morte.
Di questo passo, in verità,
smetterò, con gioia, di parlare,
e di scrivere, e in verità,
prima o poi, anche di vivere,
e senza dare spiegazioni
anche tu forse smetterai
in verità, di toccarti i maroni-
La velocità con cui si entra e si esce dalla vita degli altri a prescindere dalla permanenza, racchiude tutta la bellezza e la crudeltà del genere umano.
è la conferma dell’inutilità del tempo come unità di misura.
Il tempo è un aggettivo.
Indigena
Almost a god (cit.)
Mille e una notte ho aspettato
Senza avere fine.
Come un dio
che si lascia bestemmiare,
sono stato felice
Come cosa divina.
Grande era il deserto,
più forte la mia voce.
Come un uomo sincero
Ho imparato a morire,
Il mattino porta fiori maturi
Adesso, e anche la solitudine
È più allegra.
mantenere la posizione
“aspetta, la notte è vicina!”
pare dire il sole che tramonta,
“aspetta, il giorno è finito!”
pare dire la notte che incalza,
ed io resto solo in mezzo a due fuochi
con un bicchiere di birra
senza una strada da prendere,
mantengo la posizione
come una runa, una pietra miliare,
Un punto triplo,
e sono il giorno caduto
e la notte che nasce
e la terra che dissipa
il calore del giorno,
senza avere risposte,
esisto, illumino, consumo, crepo
sembro cadere, ritorno alla vita.
Agosto
Agosto è il più inutile dei dodici
è la sala d’attesa dell’anno
torni presto l’Autunno
con la voce delle cose cadute
e la solitudine compagna fedele
tesserà ancora la sua tela di lino
senza mendicare carezze
ad ogni accenno di notte
dov’è fine il cuore
Rude è la parola
Dov’è fine il cuore.
C’è un silenzio
nell’ amore,
la morte che
falcia parole.
Malinconia
L’inferno che per mia natura porto nel petto
Ruggisce come un proiettile pronto a colpire
La strada che non basta mai sotto i piedi affamati
Le mani nate per raccogliere stelle
Riposano nervosame sopra il volante
Un dito porta il tempo del cuore
E una musica riempie la valle
La pioggia è una malinconia appena caduta
Le gocce sul vetro sono
note perdute
Un ingenuo e un ottuso,
Sempre si credono salvi
dietro uno stupido vetro …
nonostante tutto.
la Primavera più fredda di sempre
si è ritirata come un ghiacciaio indesiderato,
scoprendo la terra tenera di un antico pascolo
Poi l’ Estate si è scagliata con tutto il peso
dei pomeriggi sudati, e le sue notti scellerate
hanno solo ritardato la caduta dei pensieri aborriti.
Quindi sono cadute anche le stelle
ed ho sentito gente parlare ancora di desideri.
Io non ho visto, non ho voluto, non ho chiesto.
Adesso l’Autunno canta la sua strada di velluto,
ma un freddo polare sta affilando i bordi alle parole.
Sono andato a letto il più tardi possibile
e mi sono svegliato, il prima possibile,
Solo per raccontarmi la favola della bellezza
a cui continuo a credere, nonostante tutto.
vita che quasi mai basta alla vita
come dell’amore
come dei più profondi sentimenti
mentre si è in silenzio
mentre si fa l’amore
mentre si è preda dei più profondi sentimenti
la vita che quasi mai basta alla vita
lascia voragini incolmabili
e le parole bastano quanto una voce amica
che dal fondo del pozzo della mente
ci implora di non impazzire,
non impazzire, non del tutto.
