da qualche tempo scrivo sullo sfondo nero.
cosa da poco, come formica – dirai
ma le formiche comandano il mondo.
Quello che a volte mi appare trascurabile dettaglio
cattura tutta la mia attenzione.
Cosa significa aprirsi?
chiedilo al fiore ho risposto.
parlando con la psicologa – inevitabilmente
si è palesata la poesia. Che non esiste. certo
o meglio, almeno non in forma
ma in sostanza? Ecchenesò, dico:
Spesso parliamo di cose che non conosciamo
altrimenti che senso ne avrebbe? Divertimento pauco.
Se ti parlo di una collina è perché l’ho vista
non perché la conosco. C’è sempre una distanza tra le cose.
quello che mi sembra un vuoto in questa dimensione
si dice un tutto in un’altra, o forse no.
Sentivo Galimberti parlare di segreto necessario una volta,
ma non è forse tutto segreto e tutto necessario?
Ma cosa importa se ci ha fatti incontrare?
Un amico ad esempio crede in dio e scrive poesie di amore universale.
Lo rispetto. Gli voglio bene. Ma cosa importa dopo il bene penso?
Davvero c’è altro nella scrittura oltre al?
Dice la voce: apriti come una fica una rosa una sposa e poi…
Ma se ti chiudi, penso, lo sei davvero? Chiuso intendo.
A tutti questi interrogativi mai cercheremo di rispondere –
ché adesso dal balcone si infila la brezza
ed un’ ombra di fritto s’acquatta nell’angolo
come l’idea di una cascata tascabile –
la stessa che immagino tirare fuori dalla tasca
per pagare l’ennesima rata dell’assicurazione…
Tutto scorre- può darsi, ma per certo i denari
verso l’uscita.

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