Di nuovo quasi niente.
Di originale meno di niente. La verità è talmente relativa
che non ha alcun senso nominarla, questo è vero, ma.
Queste parole avrebbe potute scriverle chiunque –
io sono IlLollà chiunque –
e non mi addentro nel ginepraio dell’essere
per decenza e per mancanza di argomenti, ma.
La noia pulviforme di questa massa
che genera noiose facilonerie…
La noia educata mastodontica di ascoltare musica scremata
di leggere poesie scritte per autoerotismo
venuto peraltro molto ma molto male. Tristizie
dei film prodotti per glori.ficare il portafoglio dei produttori.
Sempre più produzioni glitterate, sempre meno parlato.
Un po’ di fica, due tette e l’amore che muove il sole e l’altre tasche.
Che senso ha, mi chiedo, questa marmellata
questo appiccicume di scolo waddarico –
questa melma putrescente della creatività. LA CREATIVITEZZA, bello!
Huè, ciao, la merda! Come stai? cosa hai prodotto oggi? Piangi per i deboli?
Funziona? Il ritornello vende? La poesia parla dei fiori? Dell’amore? Di quanto sei acuto e scandalizza con educazione? Ah, certo. Sei un ribelle, mamma!
E la retorica di figlio di mamma? Del poeta dei paesi?
Huè, ciao la merda! Come stai? Cosa vuoi dirci oggi?
Che opinione hai sul calzolaio scomparso?
Scriverai una lettera per la morte di tizio riuscendo a parlare solo di te?
Huè, ciao La merda! Come stai? Non ti annoi mai tu eh? Sia mai che…

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