Guarda lettora-e
C’è una casa sull’ago
Si regge col senno di poi di quell’altro
Che osserva le cose come fossero cose
Senza pensare che poi l’ego sia al posto dell’ago.
Senza predirre smottamenti emotivi si spoglia
In riva all’ago – senza fare umorismi – certo dolore.
Certo il testo è pungente. Certo costruzioni di plastica
Certo dialetti baresi. L’ago Lego l’ego
mi sforzo e collego. Cambia pro-spetto-tempo-reggi
Sulle spalle verticali al pianoforte: Uh quella musica dolce.
Certo spagnolo llego: arrivo
A rivo al-lago c’ero io e c’eri tu
scalza come un fatto
E tu eri là: llego! dicesti
Aspettavi l’arrivo come una morte negata.
Annegata. Un amore, tipo una caramella.
Ma cosa importa dell’abito
Nella casa sull’ago. Le prospettive sono questione di affacci:
ma ci affacci il piacere! Ce lo affacci!

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