Pascal, in uno dei suoi momenti più oscuri, dice, non letteralmente, che: l’uomo per sopravvivere, ha bisogno di cambiamenti, di novità, di inizi. Dice fondamentalmente che siamo incapaci di stare per troppo tempo chiusi entro quattro mura.
Da qui la necessità fisiologica dei viaggi, fisici e mentali. Dell’evasione, delle droghe, del ballo, degli eccitanti, ecc… ecc… E poi Montaigne, Ibn Battuta (notoriamente scarso di rovescio e privo di senso dell’umorismo) e tanti altri, supportati anche da fior di studi scientifici ( starà a voi andarvi a documentare se incuriositi), asseriscono che l’uomo, per migliorarsi, in sostanza, ha bisogno di movimento.
L’evoluzione dice Chatwin ci ha voluti nomadi, e la stanzialità, i castelli, le metropoli, le caverne, hanno un asse verticale di circa diecimila anni. Una nullità nella storia dell’evoluzione dell’uomo. I bambini è stato dimostrato, hanno bisogno di sentieri da esplorare. L’uomo è naturalmente curioso.
I bimbi bruno-dorati dei cacciatori boscimani del Kalahari, ad esempio, non piangono mai e sono tra i bimbi più felici al mondo. Felicissimi e appagati della loro condizione. Crescendo sviluppano una innata mitezza. Chi vuole l’uomo naturalmente incline alla predazione, alla caccia, dimostra una solidissima ignoranza.
Non sto qua a fare un riassunto approssimativo di altri più autorevoli, ma quello che voglio dire è che: Se adesso che è domenica, stai per tuffarti sul divano, pensa che se uscissi a scoprire qualcosa di nuovo, anche dietro casa, anche a pochi metri… Se indossassi le scarpe e andassi a fare una piccola scoperta, una nuova conoscenza, miglioreresti la tua condizione e quella degli altri. Fisica e mentale. Ci vediamo in giro.
Bruce Bibappa
Pensando a #chatwin

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