tu pensi di essere niente
uno scarto. un avanzo di polvere
e poi come l’albero partorisci fogli
e questi poi cadono a prescindere dalle stagioni
e passalacqua sotto i ponti
e gli amori frantumano e poi libri
e frattagie di tempo che dicono: non sei nessuno
e tu lo sai che è così ma anche il contrario-
Dici, se dire è parola più adatta – fiorisci
solo nella stanza per secoli ad incontrare la gente
e questi ti scrivono come morti – sempre con amore –
la canzone che ascolti. quella che fa drizzare i pelucchi
che fa scegliere la strada sbattuta. questa strada
stretta e angosciosa. Dove la gioia ha gli occhi degli altri
e l’allegria è la sola misura del giorno.

Lascia un commento