Dice: invia qualche poesia
potresti vincere dei soldi.
Sei messo male a denari. Dovresti.
mi dice: appoggiandomi la mano sulla spalla.
Così i santi scesero dal cartongesso in silenzio
in fila per due mano nella mano
li immaginavo processionare come insetti
infilarsi nel corridoio e uscire verso l’infinito mare.
a morire ancora, magari, nell’infinito mare…
Ma non è il divino il colpevole dell’esistenza.
mi ripeto spesso ogni volta che la vita risuona nelle viscere.
seduto alla scrivania, acceso il PC. ho scritto una storia
su di un asino mutante che fa rivoluzioni in giro per lo spazio.
e poi ho inviato qualche testo
ai concorsi gratuiti. ovviamente. quelli dove albergano i buoni sentimenti.
le rose. le albe. i tramonti e le mani. sempre quelle mani sfiorate
e mai che si infettassero di lebbra, herpes, nemmeno un taglio. niente.
morbide, dolci e fresche mani dell’inutile creato. E i fiori. Certo. I fiori…
Non dimenticatevi mai, dei fiori.

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