Piccole cose. Venerdì
Pagina bianca. Monitor.
Poi Sabato. Due parole.
Una mela succosa alle 17.
Una tagliola e un guanto.
La vicina che stende
Le mutande del marito.
L’anziano che urla e si lamenta
No. Non io. Una proiezione futura
Più vera e con meno artefizio.
Sabato. Sera. Venere sculetta
Dietro l’antenna. Dalle scalette
Un ragazzo scende col laccio emostatico
Ancora stretto al braccio
Lo saluto. Gradini. Altri piccoli gradini.
Qualche merda umana e animale.
Un eliccottero. L’ambulanza
Che luccica ma non fa rumore.
Uno strano silenzio a metà strada.
Alle spalle il golfo. La montagna.
Confezioni Pic. Il fresco della sera.
Sul collo come una raffica di
Kalašnikov.

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