Ebbe il suo floruit fra qualche anno
Quando gridavano di gioia i gradini
Ad ogni passo di ascensione.
A quei tempi l’ascensione era a pagamento:
Dice: 5 cents per i residenti e
Offerta libera per i candidati al regno dei lievi.
Gli alberi strizzavano le foglie
Insomma, I numeri battevano gli addenti dal freddo
Si attendava una nuova micro graciazione
Quel venticinque aprile di oggi
Dove si era molto liberi di dimenticare
ciò che si era finto di sapere .
Il nostro rivoluzionario di passaggio alla Taibo, Era Tana (liberatutti di cognome). Regina del nascondino.
Poi ne perderemo le tracce e i temi
Mesti e vuoti, avranno quel sapore didascalico che hanno le qualcose
Quando te le hanno poco raccontate
Lontane dal vissuto.
Ebbe il suo floruit, diceva, anche nel presente. L’escrementi migliori della mia degenerazione…
Prima, dietro allo striscione, il buonuomo urlava: pace:libertà:amore!
Nella piazza piovve sparuta gente
Un signore tentava di scampare la morte
Pallido sui gradini della chiesa
Attenzionato dalle guardie. E questo è accaduto davvero nel mio tempo di poche ore fa. Mentre l’ascensione non passava dal megafono. Dal mio desajuno borghese.
Dai gradini spenti della chiesa.
Tutto ebbe il suo floruit in un futuro ipodedico. Anonimo e assurdo come.
Come le cose che avvengono e basta
Fuori dall’inutile gioco delle previsioni.
Buon venticinque aprile. E che Tana vegli sulle nostre vesti.

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