“l’angolo retto pianifica
la fuga di prospettive”
mentre cammini sul crinale
a questo pensi
osservando il bastoncino
che impatta nel fogliame come
conseguenza dello sguardo o viceversa.
è un continuo non capirsi
con il circostante- sìsìhocapito.
tranne il movimento genuflesso
del bastone – per metà alla pendenza
e per metà al cielo.
ritmi qualcosa che fai senza sapere. cammini e
intacchi per sempre la solitudine dell’orchidea
stride l’occhio di sole acceso. sudi.
salti goffamente sopra una vipera
e tutto diventa carpiato e reale –
anche se non hai la minima idea di cosa voglia significare
ma la paura della morte ipotetica
risveglia il torpore dell’intelletto
come un bacio. una risata. una carezza.
nella perdita dell’innocenza perpetua
una certa libertà mi prende con terrore
come l’improvvisa bellezza
tanto da distogliere lo sguardo
dall’imbarazzo terreno che mi porto – sepolto.

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