lepridotteri
che saltellano per il cervello
di cuore in cuore
di ombra in ombra
come autogrilli pieni
di rustichelle in calore.
e tu che mi racconti una storia umidiccia
e tu che mi offri un bicchiere ancora
con cui ammazzare il primo pomeriggio di dicembre.
lepridotteri si insinuano fino a
scalfire la ragione con scalpelli appena rasati
e poi mi dici: le parole hanno confini
ma non sono certo quelli che vedi!
e così una gonna leopardo
si fa spazio nella sera deserta
e tra le mani – le mani
e tramonti – Monti
e transiberiana – Spagna
tua sorella alla radio? TRANSISTER-
…Eccosìvvia.
benedetta distrazione e la solitudine
senza cui nemmeno un fiore
sarebbe un fiore né l’eroe
esisterebbe senza un alone di ridicolo imbarazzo che…

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