Le cose belle fanno male
E se non fanno male
Non ci piacciono. Appunta
Come ragazzo sul foglio. Avanti.
Una poesia di Pessoa
All’ombra della voce
Di un pessimo attore
Mi piega una lacrima
E stringe lo stomaco
Come fazzoletto.
Poi Tonino. Tabucchi.
A cui devo molto
e che salutai un giorno
A Pisa. In Feltrinelli
Strizza un occhio.
Parla un sorriso.
Guardo PlayBook
E torna in mente
Ferlinghetti.
Tutta la letteratura in un secondo.
Quintali di voci – Omero
Negli angoli delle strade.
CarteChe ridono
e mi fanno piangere
E lostomaco tracima
dal basso delle congiunzioni
Come una terra che trema
Ad ogni sorriso
E ci spaventa con la morte
Nel pieno del soprannaturale.
Perché scrivere?
Per capire meglio. Dice Saramago.
Sarà mago? Forse sì.

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