Un tempo, fino ad una quindicina di anni fa’
ricorreva molto spesso nei miei scritti la parola “mare”.
Anche se negli anni ne è rimasto immutato l’amore,
ho capito quanto mare permane in ogni uomo
e quanta umanità sia dissolta più o meno elettroliticamente nell’acqua.
Adesso posso usare la parola Fica, Merda, Culo, Mano,
e richiamare comunque alla memoria
lo scorcio di mare che mi ha visto felice
o vanamente seduto ad aspettare salvezza
sulla pietra tagliente dei giorni di vento.
