nel 1999 studiavo Analisi Matematica 1
in una stanza a casa della mia ragazza,
lei nell’altra stanza aveva già finito, io
fissavo il libro come uno sconosciuto,
la finestra sembrava restringersi
le scale di accesso alla camera, un precipizio.
Solo due cose riuscii a fare quel giorno,
scopare, e scrivere una triste poesia.
Lei non le voleva leggere le mie poesie
ch’erano troppo tristi, diceva, troppe ferite ancora aperte.
Del 1999 ricordo ben nitida la sensazione
del mondo che mi prendeva per il culo,
ed io sapevo solo fottere, bere, e scrivere pessime poesie,
nel mentre che ero lucido tra una festa e l’altra.
