tutta la mia tenerezza
la sincerità, tutta la bellezza
paziente, fiera, irruente
che nemmeno sapevo di avere,
tutti i miei canti perduti,
tutte le porte a cui ho bussato
senza avere avuto risposta,
tutti pensieri perduti,
caduti dalle sedie su cui
ero seduto ad immaginare il mondo,
tutti capelli caduti allo specchio
mentre credevo di farmi bello,
tutti i giorni dimenticati
ammassati gli uni agli altri
come pacchi postali stipati,
passati ad immaginare i suoi occhi
la sua bocca, le sue mani,
tutti i sorrisi invenduti,
regalati ai cuscini
prima di prendere sonno,
tutta la vita bruciata
tutto il suo antico splendore
mi pesa, sul presente, inutile,
come un sepolcro di pietra,
e c’è un dio vigliacco
da qualche parte, l’unico dio,
ubriaco e ferito, intento
a moltiplicare calze e a stirare camicie,
con cui ho barattato la gloria
in cambio di questa eterna passione.

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